PIOMBINO. Il rigassificatore di Piombino resta al centro del confronto politico e istituzionale.
Dopo l’articolo pubblicato ieri da MaremmaOggi sulla richiesta di Snam di una proroga di almeno due anni e mezzo, tempo necessario per un eventuale spostamento, sempre che venga individuata una location alternativa che al momento non c’è, oggi, venerdì 30, a tornare sull’argomento è il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che ribadisce una linea netta: nessuna firma senza le opere di compensazione promesse.
Giani: «Sono commissario, voglio le compensazioni»
«Io non firmerò niente, perché prima voglio le opere di compensazione che avevo già messo nell’ordinanza del 25 agosto del 2022. Sono commissario e voglio questo». Così Giani, parlando a margine di una conferenza stampa a Firenze, ha risposto alla richiesta di proroga avanzata dall’amministratore delegato di Snam.
Il presidente ha sottolineato che qualunque autorizzazione dovrà passare dalla Regione e che le condizioni sono chiare: «Chiunque voglia l’autorizzazione me lo deve chiedere, sapendo che io voglio le compensazioni».
Giani ha inoltre ricordato di aver chiesto un incontro urgente con il ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, proprio per chiarire tempi, modalità e contenuti delle compensazioni. Ormai il discorso è virato su queste.
Le compensazioni previste nel memorandum del 2022
Le compensazioni richieste dalla Regione Toscana sono contenute nel memorandum in dieci punti approvato dalla giunta e inviato al governo nell’agosto del 2022. Un atto che, come spiegò lo stesso Giani, era parte integrante dell’autorizzazione al rigassificatore.
«Questo memorandum in dieci punti – disse il presidente – è l’atto necessario per poter perfezionare l’autorizzazione, con prescrizioni, al rigassificatore nel porto di Piombino. Contiene una serie di indicazioni e richieste che pongono le condizioni per assicurare al territorio una nuova stagione di sviluppo: dalle strade alla nuova banchina ovest, dalle bonifiche allo sviluppo delle rinnovabili, fino a sostegni ed agevolazioni economiche per il territorio».
Su queste basi, Giani firmò l’autorizzazione all’installazione della nave rigassificatrice, sottolineando il ruolo strategico dell’impianto: «In grado di garantire 5 miliardi di metri cubi l’anno, una vera boccata di ossigeno rispetto ai 29 miliardi di metri cubi di gas russo».
Nel dettaglio, il memorandum prevede:
- sconto in bolletta di almeno il 50% per tre anni per cittadini e imprese di Piombino e degli altri comuni dell’area di crisi industriale complessa: Campiglia Marittima, San Vincenzo e Suvereto. La Regione chiede al governo un provvedimento legislativo urgente
- bonifiche ambientali a carico dello Stato, attese da anni: messa in sicurezza della falda (circa 88 milioni di euro, a fronte dei 47 oggi disponibili) e bonifica di circa 500 mila metri cubi di detriti siderurgici nelle aree esterne allo stabilimento Jsw, per un costo stimato di 200 milioni, con un intervento improntato all’economia circolare
- nuova viabilità tra porto e SS398, con una strada esterna all’abitato: il primo lotto Anas (50 milioni) è aggiudicato ma non ancora avviato, il secondo lotto – in capo all’Autorità portuale e al commissario – dispone di 55 milioni di fondi Pnrr ma ne richiede 65, che la Regione chiede al governo di integrare
- parco delle energie rinnovabili: fotovoltaico ed eolico sulle aree demaniali del promontorio, idrogeno verde a supporto delle acciaierie e un centro di ricerca sull’energia dal moto ondoso in collaborazione con il Lamma, per un finanziamento complessivo richiesto di 100 milioni di euro
- investimenti sul porto per compensare l’occupazione della nuova banchina da parte della Golar Tundra e per la tutela di pesca, itticoltura e turismo, con un pacchetto stimato in almeno 145 milioni di euro
- riconoscimento di Piombino come zona logistica semplificata e contestuale riconoscimento di una zona economica speciale o equivalente, fino alla zona franca doganale, con circa 10 milioni di euro di possibili agevolazioni fiscali per le imprese
- percorsi accelerati per progetti e varianti ai piani regolatori portuali
- rifinanziamento di un fondo nazionale da 30 milioni di euro per agevolazioni, investimenti e politiche attive per la riqualificazione del polo industriale
- un milione di euro l’anno ai parchi archeologici della Val di Cornia
La partita, ora, si gioca tutta tra Regione, governo e Snam. Con una certezza: senza impegni scritti e cantierabili, la firma sulla proroga non arriverà. Al tempo stesso c’è un risvolto della medaglia: le compensazioni comportano un ulteriore grosso investimento. Difficile pensare che venga fatto solo per due anni e mezzo.
Il rigassificatore è destinato a restare
Al di là della posizione formale, appare sempre più evidente che anche il presidente della Regione abbia ormai chiaro un punto politico: il rigassificatore difficilmente lascerà Piombino nei tempi inizialmente annunciati.
La richiesta di una proroga di due anni e mezzo, avanzata da Snam, non riguarda infatti una scelta politica ma i tempi tecnici necessari per lo spostamento dell’impianto. Ed è proprio questo elemento che apre uno scenario più ampio.
Non è affatto detto che vada via nel 2029
Ufficialmente, Snam ha parlato di due anni e mezzo come tempo minimo per trasferire il rigassificatore altrove. Ma questo non equivale a una data certa di addio.
Il rischio concreto è che, una volta concessa la proroga, il tema venga nuovamente rinviato e che il 2029 non rappresenti affatto un termine definitivo. Uno scenario che rende ancora più centrale il nodo delle compensazioni.
Le compensazioni come unica vera leva
In questo quadro, la posizione del presidente della Regione assume un significato politico ancora più chiaro. Se il rigassificatore è destinato a restare a Piombino ben oltre le scadenze inizialmente indicate, le opere di compensazione non possono più essere considerate un elemento accessorio, ma diventano il cuore dell’intera operazione.
Senza compensazioni concrete, finanziate e cantierabili, Piombino rischia di rimanere con i costi ambientali, logistici e sociali della presenza della nave, senza quella “nuova stagione di sviluppo” promessa nel 2022 e posta nero su bianco nel memorandum regionale.
Il nodo, ormai, non è più solo la proroga tecnica richiesta da Snam, ma il rispetto degli impegni assunti dallo Stato. Ogni rinvio su bonifiche, infrastrutture, sconti energetici e investimenti per il porto e per il polo industriale indebolisce la stessa legittimità della permanenza del rigassificatore.
La partita, ora, si gioca tutta tra Regione, governo e Snam. Con una linea tracciata con chiarezza: se il rigassificatore resta, le compensazioni devono arrivare. Subito. E per intero.