Rigassificatore Piombino, i comitati attaccano il sindaco sulle compensazioni: la replica di Ferrari | MaremmaOggi Skip to content

Rigassificatore Piombino, i comitati attaccano il sindaco sulle compensazioni: la replica di Ferrari

Lettera dei comitati contro una presunta apertura alla trattativa economica. Il sindaco respinge le accuse: «Piombino ha diritto a risorse proporzionate al tempo effettivo»
Il rigassificatore nel porto di Piombino: la richiesta è che resti almeno fino al 2029
Il rigassificatore in porto a Piombino

PIOMBINO. Nuova tensione politica e civica attorno al rigassificatore nel porto di Piombino. I comitati Comitato Salute Pubblica, Comitato La Piazza della Val di Cornia e Gruppo Gazebo 8 Giugno hanno inviato una lettera al sindaco Francesco Ferrari, chiedendo chiarimenti urgenti sulle dichiarazioni rilasciate al Tgr in merito alle compensazioni economiche legate alla permanenza della nave.

Nel documento indirizzato al primo cittadino e, per conoscenza, al consiglio comunale e alla stampa i firmatari parlano di «profonda indignazione e sconcerto» per una presunta apertura a trattare sulle compensazioni in caso di proroga della permanenza del rigassificatore oltre i termini stabiliti.

Secondo i comitati, per anni l’amministrazione avrebbe fatto della contrarietà alla nave e del suo trasferimento entro i tempi previsti «una bandiera di coerenza». Parlare oggi di «indennizzi» o «opere compensative» – si legge nella lettera – «suona come una resa, o peggio, come un tentativo di monetizzare la salute e il futuro economico di Piombino a scapito degli impegni presi con i cittadini».

Da qui la richiesta di «una smentita immediata o una spiegazione trasparente» per chiarire se la strategia della fermezza sia stata abbandonata «in favore di una trattativa economica». I comitati concludono con una presa di posizione netta: «La città non è in vendita e non accetterà che il destino del porto diventi oggetto di scambio».

La replica del sindaco: «Non è una resa, ma buon senso»

Non si è fatta attendere la replica del sindaco Ferrari, che respinge le accuse di incoerenza e difende la propria posizione.

«Nel corso di un convegno, alla domanda se le opere infrastrutturali di cui la città necessita potessero essere finanziate con le compensazioni, ho semplicemente ribadito un principio di buon senso e di tutela della città: Piombino si è sacrificata accogliendo per tre anni il rigassificatore nel proprio porto e per questo periodo ha diritto a ricevere adeguate compensazioni».

Compensazioni che, deve essere chiaro, deve dare Snam, non il Governo.

Il primo cittadino precisa inoltre che, qualora il Governo decidesse una permanenza oltre il termine stabilito, «sarà ovvio che questo territorio avrà diritto a risorse proporzionate al tempo effettivo».

Ferrari definisce «singolare» lo scandalo sollevato attorno alle sue parole e ribadisce che riconoscere il diritto alle compensazioni «non è una resa» e «non è nemmeno un tabù: è semplice buon senso».

«La coerenza – conclude – non consiste nel rinunciare a ciò che spetta alla comunità, ma nel difenderne i diritti in ogni scenario possibile».

Rigassificatore e compensazioni: il nodo politico

Il tema delle compensazioni resta dunque centrale nel dibattito cittadino. Da una parte, i comitati temono che l’apertura a discutere di risorse economiche possa tradursi in un’accettazione implicita di una proroga della nave nel porto. Dall’altra, l’amministrazione rivendica il diritto della città a ottenere risorse proporzionate al periodo di effettiva permanenza dell’impianto.

Un confronto che si inserisce in un clima già segnato da forti divisioni sul futuro del porto e sulle prospettive economiche e ambientali del territorio.

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