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Rigassificatore Piombino, blitz nel Milleproroghe: il governo prova a farlo restare

Emendamento della maggioranza al decreto Milleproroghe conferma l’intenzione sulla permanenza della nave rigassificatrice nel porto di Piombino. Il Pd attacca: «Scelta grave, va ritirato»
Il rigassificatore nel porto di Piombino
Il rigassificatore nel porto di Piombino

PIOMBINO. Il dibattito sul futuro del rigassificatore nel porto di Piombino torna al centro dello scontro politico nazionale.

Al centro della polemica c’è un emendamento presentato nelle commissioni affari costituzionali e bilancio della Camera al decreto Milleproroghe, provvedimento con cui il governo interviene ogni anno per prorogare scadenze e modificare norme in scadenza.

Secondo il deputato del Marco Simiani, si tratterebbe del «primo atto del governo per la permanenza del rigassificatore a Piombino». Simiani usa il condizionale, ma è chiara l’intenzione di superare tutti gli ostacoli con un colpo di mano.

Cos’è l’emendamento e chi lo ha presentato

L’emendamento è stato depositato da esponenti della maggioranza, che sostiene il governo guidato da Giorgia Meloni, nell’ambito dell’esame parlamentare del Milleproroghe.

Nel merito, la proposta dei deputati Roberto Pella e Paolo Emilio Russo di Forza Italia interviene sulle norme che regolano l’autorizzazione e la durata dell’esercizio degli impianti di rigassificazione considerati strategici per la sicurezza energetica nazionale.

Secondo quanto emerso, l’obiettivo sarebbe di consentire la proroga dell’operatività della nave rigassificatrice oltre il termine inizialmente previsto. Questo sarebbe possibile grazie a una procedura semplificata per l’eventuale permanenza dell’impianto, senza dover ripetere integralmente l’iter autorizzativo ambientale. Questo garantirebbe continuità operativa in attesa di un’eventuale diversa collocazione.

Di fatto, l’emendamento aprirebbe alla possibilità che la nave rigassificatrice resti nel porto di Piombino anche oltre la scadenza fissata.

Secondo Angelo Bonelli di AVS – Alleanza Verdi Sinistra, questa misura sarebbe un “blitz” contro il territorio e una violazione delle procedure ambientali, favorendo grandi interessi energetici piuttosto che le comunità locali.

Il quadro originario: tre anni e poi via

Il rigassificatore è arrivato a Piombino nel 2023 come misura emergenziale legata alla crisi energetica seguita alla guerra in Ucraina.

La presenza dell’impianto era stata autorizzata in via straordinaria, con una durata limitata nel tempo.

La Regione Toscana aveva indicato un limite preciso: tre anni di permanenza, dopodiché l’impianto avrebbe dovuto lasciare il porto.

Su questo punto si fonda la critica del Pd.

«Abbiamo sempre affermato con chiarezza che Piombino non dovesse subire proroghe, ma ricevere compensazioni adeguate a fronte dell’enorme sacrificio imposto alla città» afferma Simiani.

Le accuse: “colpo di mano” e assenza di confronto

Il parlamentare dem parla di «colpo di mano» della maggioranza.

«Quell’emendamento non può essere messo ai voti. È una scelta grave e inaccettabile» dichiara.

Secondo il Pd, la modifica normativa riaprirebbe la strada a una proroga senza un nuovo confronto con il territorio; ignorerebbe il parere contrario espresso dalla Toscana e rischierebbe di lasciare Piombino con il rigassificatore davanti al porto senza le compensazioni promesse.

«Se il sindaco e il governo lo permetteranno, Piombino si troverà ancora una volta con il rigassificatore davanti al porto, senza compensazioni e senza garanzie» attacca Simiani.

Il nodo delle compensazioni

Uno dei punti più delicati resta quello delle compensazioni economiche e infrastrutturali per la città.

Nel memorandum sottoscritto al momento dell’arrivo dell’impianto erano previste opere e misure a favore del territorio.

Per il Pd, prima di qualsiasi proroga occorre completare gli impegni presi; garantire risorse concrete per la città  e definire con chiarezza tempi e modalità di uscita dell’impianto.

«La posizione del Partito democratico è netta: l’emendamento deve essere ritirato» ribadisce Simiani.

Una partita tutta politica

Il tema ora si sposta in Parlamento, dove il Milleproroghe è in fase di esame.

L’eventuale approvazione dell’emendamento segnerebbe un passaggio politico rilevante: trasformerebbe una misura emergenziale a tempo in una presenza potenzialmente più lunga.

Per il Pd si tratterebbe di una decisione «presa sopra la testa dei cittadini».

La maggioranza, invece, rivendica la necessità di garantire la sicurezza energetica nazionale e la continuità di un’infrastruttura considerata strategica.

Il futuro del rigassificatore a Piombino torna così ad essere uno dei dossier più delicati per il territorio e per il governo.

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