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Rigassificatore, Parodi conferma: «Resta a Piombino almeno fino al 2028»

Dagli atti di Snam un cronoprogramma che allontana l’uscita del rigassificatore dal porto di Piombino e rimette in campo l’ipotesi Vado Ligure
Il rigassificatore e Giuliano Parodi
Il rigassificatore e Giuliano Parodi

PIOMBINO. Sulla vicenda del rigassificatore destinato a restare a Piombino, come scritto da MaremmaOggi, interviene l’ex assessore di Piombino Giuliano Parodi, che, analizzando gli atti depositati da Snam, ipotizza che sia ancora in piedi la ricollocazione dell’impianto a Vado Ligure, ma con tempi molto più lunghi rispetto a quanto promesso in origine.

Secondo Parodi, infatti, Snam avrebbe chiesto una proroga triennale della permanenza del rigassificatore a Piombino, fino al 2029, per completare il trasferimento dell’impianto in Liguria.

«Richiesta di proroga di tre anni a partire da luglio 2026»

«Snam richiede di prorogare la permanenza del rigassificatore a Piombino per altri tre anni a partire da luglio 2026, tempo necessario per la ricollocazione dell’impianto a Vado Ligure» afferma Parodi.

Una richiesta che, se accolta, ridimensiona fortemente le aspettative di chi confidava in un allontanamento della nave dal porto già entro l’estate del 2026. «Le speranze dei piombinesi di veder allontanare la nave dal porto entro l’estate si assottigliano sempre più», osserva l’ex assessore.

Nessuna sospensione dell’attività dopo il 4 luglio 2026

Un altro punto centrale riguarda la continuità operativa dell’impianto. Secondo Parodi, dagli atti presentati da Snam emerge che non è prevista alcuna sospensione dell’attività della nave rigassificatrice.

La Italis LNG, infatti, potrebbe continuare a operare anche dopo il 4 luglio 2026 in virtù dell’articolo 29-octies, comma 11 del decreto legislativo 152/2006, che consente al gestore di proseguire l’attività fino alla pronuncia dell’autorità competente sul riesame dell’Aia.

Il cronoprogramma per Vado Ligure: trasferimento non prima del 2028

Parodi ricostruisce nel dettaglio il cronoprogramma depositato da Snam, che individua una serie di passaggi tecnici e autorizzativi:

  • maggio 2026: ipotesi di ottenimento dell’Autorizzazione unica dalla Regione Liguria

  • gennaio 2028: avvio della realizzazione della piattaforma off-shore a Vado Ligure

  • settembre 2028: distacco del rigassificatore dalla banchina del porto di Piombino e trasferimento in cantiere per le modifiche strutturali

  • gennaio 2029: ammaraggio alla struttura di Vado Ligure e test per la messa in esercizio definitiva

Tempi che collocano l’eventuale uscita da Piombino non prima della fine del 2028, con piena operatività solo nel 2029.

Il nodo politico: la contrarietà della Liguria e il ruolo di Giani

Il cronoprogramma, secondo Parodi, si scontra apertamente con la contrarietà della Regione Liguria alla prosecuzione dell’iter localizzativo della Fsru a Vado Ligure, contrarietà formalizzata in una nota inviata al ministero dell’Ambiente il 19 gennaio 2026.

In questo contesto, Parodi individua una sola possibile mossa politica: «L’unica possibilità di mettere in campo azioni mirate allo spostamento della FSRU da Piombino prima dell’estate è che il presidente Eugenio Giani dia immediatamente le dimissioni da commissario straordinario di Governo».

Una scelta che permetterebbe a Giani di non essere più vincolato alle indicazioni governative e di opporsi in modo libero, come presidente della Toscana, con il sostegno del Consiglio regionale.

Il tema delle compensazioni e lo scontro tra Giani e Ferrari

Parodi interviene anche sullo scontro politico tra Giani e il sindaco di Piombino Francesco Ferrari sul tema delle compensazioni.

Secondo l’ex assessore, il sindaco si troverebbe in difficoltà per il silenzio del Governo sui tempi di ricollocazione del rigassificatore, nonostante le promesse fatte in campagna elettorale.

«Ferrari sostiene che le compensazioni avrebbero dovuto essere sancite in un documento formale prima delle autorizzazioni – conclude Parodi – ma il memorandum è parte integrante dell’Ordinanza 140 del 25 ottobre 2022 ed è già giuridicamente efficace».

Da qui l’invito al sindaco a pretendere dal Governo l’attuazione delle opere compensative previste, dando seguito agli impegni assunti per la città.

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