PIOMBINO. Il conto alla rovescia è iniziato e la tensione politica attorno al rigassificatore Italis LNG, ex Golar Tundra, torna a farsi incandescente.
Con una lettera aperta indirizzata al presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, i comitati cittadini Salute Pubblica, La Piazza della Val di Cornia e Gruppo Gazebo 8 Giugno lanciano un appello istituzionale con una lettera aperta: la permanenza della nave nel porto di Piombino ha i giorni contati e ogni giorno di silenzio amministrativo rischia di trasformare una soluzione temporanea in un’occupazione permanente.
Il nodo del 5 maggio 2026
Il tema caldo è la data di scadenza. Secondo quanto previsto dall’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), i tre anni di esercizio autorizzati comprendono anche il periodo di messa in esercizio. Poiché le operazioni sono iniziate il 5 maggio 2023, il termine naturale del permesso è, quindi, fissato per il 5 maggio 2026.
«Il protrarsi di una eventuale ulteriore durata oltre tale data – denunciano i comitati – avverrebbe senza intesa tra Stato e Regione Toscana. Si verificherebbe una palese violazione delle norme procedurali».
Si ricorda che la stessa sentenza del Tar del Lazio, che rigettò i ricorsi contro l’opera, lo fece proprio sulla base della temporaneità: la nave se ne deve andare dopo tre anni, pena l’inattività.
Le richieste: «Giani, servono atti non parole»
I comitati chiedono al governatore, che nel 2022 firmò l’autorizzazione in veste di commissario straordinario, di passare dalle rassicurazioni verbali agli atti formali.
Sono quattro i punti chiave della richiesta: sollecitare il Governo: Un atto ufficiale per pretendere decisioni immediate sul trasferimento. Ribadire l’intesa: la giunta deve deliberare che oltre i tre anni non vi è più accordo tra Regione e Stato, considerando anche che molte delle compensazioni richieste nel 2022 non sono mai state recepite. Coinvolgimento del consiglio: l’assemblea regionale deve pretendere il rispetto degli atti emessi. Progetto di dismissione: entro luglio 2025 (un anno prima della scadenza, come previsto da Ispra), Snam deve presentare il piano per lo smantellamento del sito e la partenza della nave.
Sicurezza e futuro
L’appello punta il dito anche sulla sicurezza. Collocare un impianto a rischio di incidente rilevante in un “porto antropizzato” è stata una scelta eccezionale dettata dall’emergenza energetica.
«Forse è proprio per questa criticità che il Governo ha nominato un commissario in Liguria per il sito alternativo, ma quella procedura appare ferma al 2024», sottolineano i firmatari.
«Siamo cittadini in attesa che le istituzioni rispettino i propri impegni. Confidiamo nella fermezza di Giani affinché Piombino torni a essere padrona del proprio futuro».
La questione adesso è in mano a Firenze. Con il maggio 2026 ormai alle porte e le procedure per un sito alternativo ancora nebulose, il rischio che la “temporaneità” diventi un caso diplomatico tra Regione e Governo è sempre più concreto.