Rigassificatore, Giani: «Prima del rinnovo serve chiarire il memorandum» | MaremmaOggi Skip to content

Rigassificatore, Giani: «Prima del rinnovo serve chiarire il memorandum»

Il presidente della Regione Toscana chiede un tavolo con governo e Snam: su dieci opere di mitigazione previste ne risultano attuate solo due. Ferrari replica: «Lui responsabile della collocazione, doveva ascoltare prima la città»
Il rigassificatore in porto a Piombino e il presidente Eugenio Giani
Il rigassificatore in porto a Piombino e il presidente Eugenio Giani

PIOMBINO. Riaprire il tavolo sul futuro del rigassificatore di Piombino e chiarire perché gran parte degli impegni assunti non sono stati rispettati. È il messaggio che Eugenio Giani lancia al governo a pochi mesi dalla scadenza della concessione per la Golar Tundra, la nave rigassificatore di Italis LNG ormeggiata nel porto di Piombino.

«Snam ha presentato una proposta di proroga della concessione – spiega Giani, anche nella veste di commissario straordinario – ma prima di parlare di questo sarebbe opportuno fissare un incontro con governo e Snam stessa per affrontare il tema degli impegni disattesi».

Le opere di mitigazione previste e quelle realizzate

Secondo il presidente della Regione, la convocazione di un tavolo è una condizione preliminare per qualsiasi decisione futura. «L’atto che ho firmato il 25 ottobre 2022 – ricorda – aveva come presupposto il memorandum approvato dalla giunta regionale il giorno precedente. In quel documento sono previste dieci opere di mitigazione e compensazione».

Ad oggi, però, il bilancio è parziale: è infatti ancora in corso l’intervento sulle bonifiche, con 88 milioni di euro stanziati ed è stato avviato il primo lotto della strada 398, il bypass da Rimateria alla circolare di Gagno, mentre per il secondo lotto sono stati eliminati 55 milioni di fondi del Pnrr. 

Inoltre, solo in parte è stato attuato il punto relativo alla zona logistica semplificata per le aree industriali.

«Sapere che su dieci opere – sottolinea Giani – ne sono state realizzate o sono in corso appena due è ingiustificato».

«Chiarire prima di parlare di proroga»

Per il presidente toscano, quindi, la priorità non è il rinnovo della concessione, ma capire cosa non ha funzionato. «Prima di qualsiasi discussione sul futuro del rigassificatore – afferma – deve esserci un confronto che chiarisca perché governo e Snam non hanno agito nella direzione concordata».

Giani rivendica il ruolo svolto nel 2022: «Ho assunto la responsabilità di commissario straordinario, superando ostacoli burocratici, per far partire un’opera pensata per rispondere al fabbisogno nazionale di gas in una fase delicatissima e contribuire ad abbassare il costo delle bollette».

Il ruolo del governo e il confronto politico

Guardando al futuro, il presidente chiede un coinvolgimento istituzionale più ampio. «Auspicherei – conclude – che al tavolo, oltre al ministro Pichetto Fratin, ci fosse anche la presidenza del Consiglio, indicata nel memorandum come autorità attuatrice insieme ai ministeri».

Un riferimento finale va al contesto politico: «Quando concordammo quegli atti c’era il governo Draghi. Sono convinto che, se fosse stato confermato, gli impegni assunti sarebbero stati realizzati. Con il cambio di governo, nonostante le sollecitazioni, tutto o quasi si è fermato».

Una presa di posizione netta, che rimette al centro il rispetto degli accordi prima di qualsiasi decisione sulla proroga del rigassificatore di Piombino.

Ferrari: «Giani doveva ascoltare prima la città»

A Eugenio Giani replica il sindaco di Piombino, Francesco Ferrari.

«Le dichiarazioni del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che oggi si professa platealmente contrario alla proroga della permanenza del rigassificatore nel porto di Piombino, risultano francamente poco credibili. Il presidente Giani è stato, nei fatti, tra i principali responsabili del percorso che ha portato l’impianto proprio in questa collocazione. Nulla di ciò che è accaduto – e che sta ancora accadendo – sarebbe stato possibile se, a suo tempo, il governatore avesse ascoltato la città e l’avesse difesa. Invece Piombino è stata sacrificata, così come già avvenuto in passato da esponenti dello stesso partito di appartenenza del presidente».

«Colpisce come Giani cambi posizione a seconda del Governo in carica e del suo colore politico. Ancora più grave è il fatto che oggi torni a parlare di presunte rivendicazioni che rischiano di produrre più danni che benefici, alimentando confusione in una fase che richiede invece estrema chiarezza. Giani insiste sulle rivendicazioni da lui inserite nel suo “memorandum”, senza ricordare che le compensazioni, per essere efficaci e reali, avrebbero dovuto essere sancite in un documento formale ben prima di concedere le autorizzazioni».

«Questo è un momento di grande delicatezza: servono determinazione, atti concreti e scelte operative, non iniziative promozionali sbandierate nelle conferenze stampa. Il Comune di Piombino sta orientando la propria azione al massimo del pragmatismo e della serietà istituzionale. La nostra posizione è sempre stata chiara e coerente: siamo strenuamente contrari al rigassificatore nel porto della città. Continueremo a ribadirlo portando il confronto nelle sedi opportune, con responsabilità e senza ambiguità».

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