PIOMBINO. Il tema della sicurezza del rigassificatore nel porto di Piombino torna prepotentemente al centro del dibattito, e questa volta a fornire l’argomento non sono supposizioni, ma i fatti avvenuti a pochi chilometri di distanza.
Il precedente di Follonica
Nella notte tra il 27 e il 28 gennaio, le condizioni meteomarine nel golfo di Follonica sono state intense, ma non eccezionali. Eppure, una nave ormeggiata al pontile Solmine ha chiesto l’intervento dei rimorchiatori per poter disormeggiare e mettersi in sicurezza. La risposta? Intervento impossibile. Le condizioni del mare non permettevano ai mezzi di soccorso di operare in sicurezza.
Questo episodio solleva una domanda inevitabile: se un rimorchiatore non può intervenire per una manovra ordinaria a Follonica, come può garantire la tenuta di un colosso come il rigassificatore durante una tempesta nel porto di Piombino?
La sicurezza non può essere una scommessa
Per anni, cittadini e comitati sono stati rassicurati: la nave GNL è sicura perché, in caso di necessità , i rimorchiatori sono pronti a intervenire per garantirne la stabilità o facilitare lo sgancio. I fatti di pochi giorni fa sembrano raccontare una storia diversa.
«Ci diranno che le situazioni non sono paragonabili – commentano dal Gruppo Gazebo 8 giugno e dal Comitato La Piazza della Val di Cornia – ma la realtà è che le manovre nel porto di Piombino sono tecnicamente ancora più complesse. Cosa accadrebbe se ci fossero una metaniera e il rigassificatore affiancati durante una tromba marina? Se i rimorchiatori non sono riusciti a operare a Follonica, non è per incapacità dei lavoratori, ma per l’impossibilità fisica di lottare contro la forza del mare».
Il nodo della proroga
Il rischio, secondo i comitati, non è un’ipotesi remota ma un “pericolo costante” che pesa sulla città da quasi tre anni. Il GNL stoccato in porto rappresenta una variabile che, unita all’imprevedibilità del meteo, toglie il sonno a molti residenti.
Mentre si discute della possibile proroga della permanenza della nave in porto, il fronte del “no” si compatta: «I rimorchiatori non sono infallibili e la sicurezza non può poggiare su presupposti che la realtà smentisce. Il rigassificatore in porto resta un pericolo per Piombino e i suoi abitanti» concludono i comitati.