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Rigassificatore, compensazioni ferme e sicurezza al centro del dibattito

Albertoni e AscoltaPiombino: «Servono chiarezza, serietà e vantaggi concreti per il territorio»
Il rigassificatore in porto a Piombino

PIOMBINO. A Piombino il dibattito sul rigassificatore resta aperto dopo la proroga della permanenza dell’impianto nel porto. Una proroga definita tecnica, ma che continua a suscitare interrogativi soprattutto sul fronte delle compensazioni economiche e delle ricadute concrete per il territorio.

A intervenire è Riccardo Gelichi, portavoce di AscoltaPiombino, che sottolinea come dopo tre anni di presenza dell’impianto non siano arrivati benefici tangibili per cittadini e territorio.

«Che la proroga sia tecnica, come dice il sindaco, è semplicemente un’ovvietà – afferma Gelichi – perché tutte le autorizzazioni di impianti industriali sono di natura tecnica, così come le proroghe».

Secondo Gelichi, tentare oggi di fermare la proroga appare difficile, considerando che al momento non esistono alternative concrete per una nuova collocazione del rigassificatore.

Compensazioni ancora incerte: «Non abbiamo visto un soldo»

Il nodo principale resta quello delle compensazioni.

«Sono tre anni che abbiamo in casa quest’impianto e non abbiamo visto un soldo» dice Gelichi.

Sul tema le posizioni restano differenti: i comitati contrari non vogliono compensazioni, il sindaco di Piombino valuta di chiederle almeno per il periodo già trascorso, mentre il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha più volte legato la firma a un accordo che le preveda.

Il riferimento è al memorandum regionale, che contiene una serie di interventi considerati strategici:

  • messa in sicurezza delle discariche

  • sconti in bolletta per i cittadini

  • sistemazione delle banchine portuali

  • completamento delle infrastrutture viarie di Piombino

  • agevolazioni fiscali per investimenti produttivi

  • riconoscimento di zona logistica semplificata

Secondo AscoltaPiombino, questo resta al momento l’unico documento concreto su cui poter ragionare.

Albertoni: «Sul rigassificatore serve chiarezza, la sicurezza venga prima delle bandiere politiche»

Sul tema interviene anche Alessio Albertoni, capogruppo della lista civica Cambiamo Futuro a Campiglia Marittima.

«Scrivo queste riflessioni con l’unico obiettivo di dare un contributo concreto al dibattito su un tema che riguarda tutto il nostro territorio».

Albertoni ribadisce la propria contrarietà alla presenza del rigassificatore nel porto di Piombino.

«Sono contrario alla presenza del rigassificatore a Piombino, soprattutto per la collocazione scelta nel porto».

Sicurezza dei cittadini al centro del confronto

Per Albertoni il tema centrale deve restare la sicurezza.

«Parliamo di un impianto collocato in un porto dove transitano traghetti con migliaia di persone e a poca distanza da una città dove vivono, lavorano e studiano migliaia di cittadini».

L’esponente civico invita a evitare che il confronto venga disperso in polemiche politiche o temi estranei.

«Non riesco a comprendere perché una questione così seria venga continuamente mescolata con dinamiche di politica locale, guerre internazionali o referendum nazionali».

Il confronto con eolico e fotovoltaico

Albertoni richiama anche l’attenzione su altre trasformazioni del territorio.

Secondo il consigliere comunale, alcune mobilitazioni risultano molto forti sul rigassificatore ma meno presenti quando si parla di grandi impianti eolici o fotovoltaico estensivo.

Cita, in particolare, pale eoliche alte 236 metri previste vicino al Golfo di Baratti e vaste superfici agricole interessate da progetti fotovoltaici.

Ferrari, Giani e le responsabilità politiche

Albertoni entra anche nel confronto politico istituzionale.

«In questi giorni si concentra gran parte della polemica contro il sindaco di Piombino Francesco Ferrari, al quale viene chiesto di dimettersi. Eppure è un fatto che negli anni il sindaco abbia espresso contrarietà al progetto».

Ricorda però che l’autorizzazione dell’impianto è stata firmata da Giani nel ruolo di commissario straordinario.

«È difficile attribuire più responsabilità al sindaco di chi ha avuto il potere formale di autorizzare l’opera».

Il territorio chiede vantaggi concreti

Sia Gelichi sia Albertoni convergono su un punto: il territorio chiede risposte concrete.

Da una parte sicurezza e trasparenza, dall’altra interventi strutturali e compensazioni capaci di lasciare benefici duraturi.

Il confronto resta aperto, mentre Piombino continua ad attendere risposte sul futuro dell’impianto e sulle ricadute reali per cittadini e imprese.

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