Rigassificatore, Cinci: «Basta battaglie ideologiche, vediamo la realtà dei fatti» | MaremmaOggi Skip to content

Rigassificatore, Cinci: «Basta battaglie ideologiche, vediamo la realtà dei fatti»

Tra la proroga di Snam e le polemiche politiche, Appello per il Lavoro invoca il ritorno alla realtà: «Il fronte del No ignora il rischio economico; servono compensazioni serie e bonifiche»
Il rigassificatore di Piombino, sullo sfondo le pale eoliche del Quagliodromo
Il rigassificatore in porto, Cinci spiega perché è decisivo che resti

PIOMBINO. «C’è un limite oltre il quale la dialettica democratica smette di essere confronto e diventa ostinazione ideologica. A Piombino, quel limite sembra essere stato ampiamente superato».

Esordisce così Pablo Cinci, portavoce di Appello per il Lavoro, in un duro comunicato che punta il dito contro quella che definisce una “resistenza anacronistica” al rigassificatore.

La visione “condominiale” della politica

Secondo Cinci, il dibattito pubblico piombinese è scivolato in una sorta di newsroom spamming: un martellamento costante sulla scadenza delle autorizzazioni che ignora la realtà dei fatti. La recente richiesta di proroga da parte di Snam, definita «ampiamente prevista e prevedibile», ha scatenato il consueto balletto di dichiarazioni politiche che, secondo il portavoce, mancano di coraggio e verità.

«Ci si concentra meticolosamente sui giorni che mancano alla rimozione della nave, come in un’assemblea di condominio – attacca Cinci – «Ma non ci si pone mai la domanda fondamentale: qual è il ruolo di questa infrastruttura nella sicurezza energetica nazionale? Per il “comitatismo” locale, la visione d’insieme è sacrificata a una litania stanca e autoreferenziale».

Come gli ultimi soldati giapponesi

L’immagine utilizzata da Appello per il Lavoro è forte: quella dei soldati giapponesi che, anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, continuavano a difendere avamposti sperduti nel Pacifico. «A Piombino accade lo stesso. Si combatte una battaglia non solo persa, ma la cui sconfitta è stata sancita dai fatti. È una resistenza contro uno sviluppo che oggi è alleato della sopravvivenza stessa della nostra comunità».

Il costo del “No” ricade sul lavoro

Il cuore della critica di Cinci riguarda l’impatto economico e portuale. Il fronte del “no” viene accusato di un silenzio assordante sul destino del porto: «Se cessasse il traffico delle rinfuse liquide, quale sarebbe il futuro degli operatori portuali e delle loro famiglie? Il falso sentimento ambientalista si schiera, nei fatti, contro il lavoro».

L’analisi di Cinci è impietosa nel definire la battaglia contro il rigassificatore tecnicamente ridicola: basata su timori infondati dal “santuario dei cetacei” alle “cento bombe atomiche”, giuridicamente nulla, dopo la sentenza definitiva del TAR del Lazio e socialmente controproducente, per una città che ha un bisogno disperato di uscire dalle secche della crisi siderurgica.

La proposta: compensazioni e futuro

Per Appello per il Lavoro, il rigassificatore deve essere un volano per ridurre i costi energetici e garantire l’operatività dello scalo. Tuttavia, lo sviluppo non deve essere a senso unico.

Cinci propone di passare dalla protesta alla proposta concreta: riaprire il tavolo delle compensazioni seguendo il solco della Legge Marzano (L. 239/2004) ed istituire una Commissione Istituzionale per l’attuazione delle compensazioni governative, al fine di ottenere risorse per bonifiche, infrastrutture e abbattimento delle bollette per imprese e famiglie.

«Piombino ha bisogno di “costruttori di futuro”, non di cercatori di visibilità o agitatori di paure», conclude Cinci – «È tempo di tornare alla realtà».

 

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