GROSSETO. Si accende il confronto nel mondo forense grossetano in vista del referendum sull’ordinamento giudiziario. Dopo le critiche espresse dall’avvocato Christian Sensi, portavoce del comitato locale “Avvocati per il No”, arriva la replica della Camera penale di Grosseto.
Al centro della discussione c’è il convegno in programma il 12 marzo, dal titolo «Le ragioni del sì e le bugie del no», promosso dalla Camera penale e diffuso anche attraverso i canali dell’ordine degli avvocati.
Le critiche di Sensi
Martedì 3 marzo, Sensi aveva contestato la scelta dell’Ordine di pubblicizzare l’iniziativa, definendola una presa di posizione incompatibile con il ruolo istituzionale dell’organismo che rappresenta tutti gli avvocati.
Secondo il portavoce del comitato “Avvocati per il No”, il titolo stesso del convegno rappresenterebbe un’iniziativa di parte e rischierebbe di mettere in discussione l’imparzialità dell’ordine.
La replica della Camera penale
La Camera penale di Grosseto chiarisce però che l’ordine degli avvocati non ha assunto alcuna posizione nel dibattito referendario e che la diffusione della locandina rientra nelle normali attività di comunicazione verso gli iscritti.
«Il consiglio dell’ordine si è limitato a veicolare la locandina agli iscritti, così come avrebbe fatto, evidentemente, se altri avvocati avessero avanzato analoga richiesta in relazione ad eventi di segno contrario», si legge nel comunicato.
La Camera penale sottolinea inoltre che l’Ordine degli avvocati di Grosseto «non ha mai assunto alcuna posizione ufficiale nel dibattito referendario», evitando quindi di schierarsi a favore del sì o del no.
Il dibattito nel mondo forense
La questione si inserisce in un confronto più ampio che sta attraversando l’avvocatura italiana in vista della consultazione referendaria sull’ordinamento giudiziario.
Anche a Grosseto il tema sta alimentando un acceso dibattito tra gli avvocati, con posizioni differenti sulle modifiche proposte e sul ruolo che le istituzioni forensi dovrebbero mantenere durante la campagna referendaria.



