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Pubblica annunci hard con le foto di un’altra

Condannata a 8 mesi con pena sospesa una donna di 39 anni: usò immagini rubate da Facebook per pubblicare inserzioni a luci rosse, riconosciuta colpevole di diffamazione e sostituzione di persona

GROSSETO. I messaggi pubblicati erano espliciti. Ed erano stati postati appunto sui siti d’incontri. Ma la foto utilizzata dalla donna per pubblicizzare se stessa, ritraeva una ragazza di 25 anni dell’Argentario.

Otto mesi di reclusione, con pena sospesa. Si è chiuso così, nell’aula del tribunale di Grosseto, il procedimento a carico di una donna di 39 anni accusata di diffamazione e sostituzione di persona.

La sentenza è stata pronunciata dal giudice Marco Bilisari al termine del rito abbreviato.

Le fotografie sottratte dal profilo Facebook

Al centro dell’inchiesta ci sono alcune immagini prelevate dal profilo Facebook di una giovane di 25 anni, residente a Monte Argentario. Foto in costume, scatti privati, nei quali il volto della ragazza era perfettamente riconoscibile.

Secondo l’accusa, quelle immagini sarebbero state utilizzate senza alcun consenso per pubblicare annunci a sfondo sessuale su diversi siti di incontri. In totale, cinque inserzioni corredate da frasi esplicite e dall’offerta di prestazioni a pagamento.

A completare il quadro, un dettaglio decisivo: negli annunci compariva il numero di telefono della 39enne, a lei intestato, attraverso il quale riceveva le chiamate degli utenti convinti di contattare la giovane ritratta nelle fotografie.

L’accusa: reputazione lesa e utenti indotti in errore

Nel capo d’imputazione, il pubblico ministero Carmine Nuzzo ha sottolineato come la condotta dell’imputata abbia indotto in errore gli utenti, appropriandosi dell’identità visiva della vittima e compromettendone l’onore e la reputazione. Le persone che si rivolgevano alle 39enne, pensavano di contrattare prestazioni sessuali a pagamento con la 25enne. 

La 25enne, assistita dall’avvocato Thomas Vignoli, sarebbe rimasta del tutto ignara della pubblicazione delle inserzioni, diffuse attraverso piattaforme online e tramite un social network tra i più utilizzati, circostanza contestata come aggravante per la potenziale ampiezza della diffusione. 

La decisione del giudice

Assistita dall’avvocata Milano del foro di Roma, la 39enne ha scelto di definire il procedimento con rito abbreviato. Il giudice ha accolto la richiesta, pronunciando una condanna a otto mesi di reclusione, con sospensione della pena.

 

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