GROSSETO. Francesco Limatola resta presidente della Provincia di Grosseto e conquista il secondo mandato consecutivo alla guida di palazzo Aldobrandeschi. Il presidente uscente supera Andrea Casamenti nella sfida politica più osservata delle ultime settimane e conferma il controllo del centrosinistra sull’ente provinciale in un territorio dove il centrodestra governa la gran parte dei comuni più rilevanti.
Il risultato finale assegna a Limatola 50.925 voti ponderati, contro i 45.786 ottenuti da Casamenti. In termini assoluti, il presidente uscente raccoglie 209 voti, mentre il candidato del centrodestra si ferma a 131.
Un risultato che assume un peso politico ancora maggiore se si considera che i tre comuni più grandi della provincia — Grosseto, Follonica e Orbetello — sono amministrati dal centrodestra, così come una parte consistente delle amministrazioni comunali maremmane.
Il dato politico: Limatola vince dove il centrodestra pensava di essere favorito
La lettura politica del voto è immediata: il centrosinistra riesce a conservare la Provincia pur partendo da una situazione territoriale sfavorevole sul piano amministrativo.
Il centrodestra contava sul peso dei grandi comuni, soprattutto Grosseto, dove ogni voto vale 1.060 punti ponderati, e sulla candidatura di Andrea Casamenti, sindaco di Orbetello, sostenuto unitariamente da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega.
Ma il risultato finale racconta una dinamica diversa: Limatola ha costruito il vantaggio soprattutto nelle fasce dei comuni medio-piccoli, dove il rapporto politico personale tra amministratori locali ha avuto un peso decisivo.
I numeri del voto fascia per fascia
Nei dati ufficiali emergono chiaramente le aree decisive del successo di Limatola:
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prima fascia: 67 voti assoluti, 5.025 ponderati contro 3.300
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seconda fascia: 66 voti assoluti, 9.900 ponderati contro 2.850
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terza fascia: 44 voti assoluti, 13.024 ponderati contro 5.032
Casamenti prevale invece nelle fasce dei comuni più grandi:
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quarta fascia: 14.464 ponderati contro 8.136
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quinta fascia: 20.140 ponderati contro 14.840
Il successo finale nasce quindi da una distribuzione del consenso capillare, costruita comune per comune.
La prima dichiarazione di Limatola: «È una vittoria collettiva»
Subito dopo il risultato, Francesco Limatola ha parlato con evidente emozione:
«Abbiamo vinto da quello che dicono con circa 5.000 voti ponderati in più, recuperando oltre 20.000 voti. Questo vuol dire che c’è stato un premio per una Provincia che in questi quattro anni è stata rilanciata».
Poi il passaggio sui risultati amministrativi del mandato:
«Una Provincia che ha tolto il caos, ha recuperato le risorse del polo agroalimentare, ha messo in campo 50 milioni di investimenti, è diventata sempre più casa dei comuni».
E infine il messaggio politico:
«Questa è una vittoria davvero collettiva, non soltanto mia. Da domani mattina riprendiamo il lavoro: pianificazione strategica, ufficio Europa al servizio dei comuni. Il centrosinistra, quando lavora e sa allargarsi, diventa vincente».
Un segnale già rivolto alle prossime elezioni
Nelle parole del presidente rieletto c’è anche una lettura politica che guarda avanti.
«Credo che questo sia un messaggio di speranza per il futuro, visto che l’anno prossimo avremo elezioni importanti», ha detto Limatola.
Un riferimento che nel quadro provinciale viene letto come un primo segnale verso le prossime partite amministrative, dove gli equilibri costruiti oggi potrebbero tornare centrali.
Per il centrodestra ora si apre una riflessione
Per Andrea Casamenti il risultato apre inevitabilmente una riflessione politica.
Il centrodestra aveva puntato molto su questa sfida, convinto che il controllo dei principali comuni potesse tradursi automaticamente nella conquista della Provincia.
Ma il voto di secondo livello ha confermato ancora una volta una regola ormai consolidata: nelle elezioni provinciali conta non solo il peso dei grandi comuni, ma soprattutto la capacità di tenere insieme reti amministrative diffuse e rapporti politici consolidati nei territori minori.



