PIOMBINO. Di schermaglie come queste ne vedremo ancora parecchie, da qui a ottobre quando si voterà per le regionali. E non ci sarebbe niente di male se non fossero battaglie verbali alle spalle dei cittadini e dei loro bisogni. Dopo la polemica su cardiologia, con quella di Piombino sempre più in difficoltà, scoppia ora il caso del pronto soccorso del Villamarina.
È di questa mattina, venerdì 8, un post di Eugenio Giani, appena investito del ruolo del candidato governatore per il centrosinistra, che parla proprio del pronto soccorso di Piombino.
«A Piombino stiamo ristrutturando il pronto soccorso, rinnovando Tac e attrezzature, rafforzando i reparti con nuovo personale. Con quasi 11 milioni di euro di investimenti, tra l’ospedale Villamarina, la casa di comunità e la nuova centrale operativa territoriale, costruiamo una sanità sempre più vicina, accessibile, moderna. La salute è un diritto ovunque, ogni giorno. E in Toscana, questo diritto lo difendiamo con i fatti».

Landi (FdI): «Gara deserta e lavori mai iniziati»
A Giani risponde il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Marco Landi.
«A poche ore dall’ufficializzazione a candidato presidente della Regione Toscana, il presidente Giani apre la campagna elettorale con una bugia sull’ospedale di Piombino. In un post sui social scrive testualmente “stiamo ristrutturando il pronto soccorso”. Come si i lavori fossero già iniziati. Evidentemente i suoi referenti sul territorio non gli hanno detto che un mese fa la gara è andata deserta e che quindi dovrà essere fatta una procedura aperta, facendo slittare di molti mesi l’aggiudicazione dei lavori. E di anni il nuovo pronto soccorso».
«E dire che la necessità di intervenire sul pronto soccorso di Piombino, è più in generale sull’intera struttura, era ben nota e che l’annuncio della ristrutturazione risale a un anno e mezzo fa. Questo significa che gli abitanti della Val di Cornia dovranno sopportare i disagi di un ospedale che la Regione ha colpevolmente abbandonato, e che resiste grazie allo straordinario lavoro degli operatori sanitari, costretti a lavorare in una struttura che necessita da anni interventi di ammodernamento».