GROSSETO. Prosegue la protesta dei genitori in una prima media di una scuola cittadina. Anche oggi, martedì 17, gran parte delle famiglie hanno scelto di non mandare i figli a scuola, in attesa di sviluppi sulla situazione che da settimane sta creando tensione all’interno della classe.
Dopo la pec inviata tramite un’avvocata alla dirigente scolastica, al momento – riferiscono le famiglie – non sarebbe arrivata alcuna risposta formale.
Nel frattempo, però, si è mosso l’ufficio scolastico territoriale.
Interviene il provveditorato
A prendere in carico la vicenda è stata la dirigente dell’ambito territoriale di Grosseto, Alessandra Liberatore, che ha ricevuto nei giorni scorsi le email inviate da diversi genitori.
Le famiglie, nel motivare la scelta di non mandare i figli a scuola, hanno fatto riferimento all’articolo 2048 del codice civile, ritenendo che la situazione potesse esporre i minori a rischi per la loro incolumità.
Per approfondire la questione, la dirigente dell’ambito ha convocato per il 24 febbraio un incontro con la dirigente scolastica dell’istituto, le 3 rappresentanti di classe e la famiglia del ragazzo al centro della vicenda.
L’obiettivo è fare chiarezza e individuare eventuali soluzioni che possano riportare serenità all’interno della classe.
Che cos’è l’articolo 2048 del codice civile
L’articolo 2048 del codice civile disciplina la responsabilità dei genitori, dei tutori e degli insegnanti per i danni causati dai minori.
In particolare stabilisce che i genitori sono responsabili dei danni cagionati dai figli minorenni che abitano con loro e i precettori e coloro che insegnano un mestiere sono responsabili dei danni arrecati dagli allievi durante il tempo in cui sono sotto la loro vigilanza.
La norma introduce una presunzione di responsabilità che può essere superata solo dimostrando di non aver potuto impedire il fatto.
Nel caso specifico, i genitori che hanno scritto all’ufficio scolastico richiamano questa disposizione per sottolineare il tema della vigilanza e della sicurezza durante l’orario scolastico.
In attesa dell’incontro del 24 febbraio
La situazione resta delicata. Da un lato le famiglie chiedono misure concrete per garantire sicurezza e continuità didattica; dall’altro è necessario tutelare anche il diritto allo studio e all’inclusione del minore coinvolto.
L’incontro convocato dal provveditorato rappresenta il primo passo istituzionale ufficiale per affrontare il caso.
Nel frattempo, l’astensione dalle lezioni prosegue e le famiglie attendono risposte.



