MONTE ARGENTARIO. Per alcune settimane saranno visibili a tutti, affacciate sul porto di Porto Santo Stefano. Poi spariranno sotto il mare e diventeranno parte del fondale. È il percorso delle nuove opere del progetto Casa dei pesci – Argentario, che venerdì 12 giugno alle 18 saranno presentate sul lungomare del paese.
Le sculture saranno esposte in piazza dei Rioni, uno dei luoghi simbolo della vita marinara di Porto Santo Stefano, dove resteranno fino al 2 luglio. Dopo l’esposizione le statue saranno immerse dall’Associazione Argentario mare e ambiente e andranno ad arricchire il nuovo museo sottomarino dell’Argentario.
La Casa dei pesci
Dietro al progetto c’è l’esperienza della Casa dei pesci di Talamone, nata per proteggere il mare della Maremma e diventata negli anni un punto di riferimento per iniziative che uniscono arte e tutela ambientale. Un percorso ispirato dal pescatore e attivista Paolo Fanciulli e coordinato da Luigi Scotto, da sempre impegnato nella valorizzazione del rapporto tra l’Argentario e il mare.
«Questo progetto nasce da un’idea di mare non solo come paesaggio naturale, ma come spazio collettivo da salvaguardare – spiega il sindaco Arturo Cerulli –. Le opere dialogano con il fondale e con la Posidonia oceanica, trasformando il museo sottomarino in un luogo dove arte e tutela ambientale si incontrano».
Le cinque opere sono state realizzate da sette artisti internazionali nei laboratori di Studi d’Arte Carrara, utilizzando grandi blocchi di marmo donati dalla Cava Michelangelo di Franco Barattini.
A firmarle sono Corrado Levi, Andre Marini Leandri, Francesca Bonanni, Anna Torre, Abdulkadir Hocaoglu, Nikolas Maniatakos e Wimar Van Ommen. Opere nate per cambiare nel tempo, modellate lentamente dall’acqua, dalla vita marina e dalla natura stessa. «La cosa più affascinante è proprio questa: non resteranno mai uguali – dice Luigi Scotto – Il mare continuerà a trasformarle anno dopo anno, fino a renderle parte integrante del fondale».
La tutela dell’ecosistema marino
Accanto all’aspetto artistico, il progetto punta anche alla tutela dell’ecosistema marino e alla rigenerazione della Posidonia oceanica, una delle piante più importanti del Mediterraneo per la salute dei fondali.
«Volevamo portare l’arte fuori dai luoghi tradizionali – aggiunge l’assessora al turismo Chiara Orsini – Per qualche settimana queste opere vivranno in mezzo alle persone, poi inizieranno una nuova vita sott’acqua».
A sostenere l’iniziativa ci sono anche Pellicano Hotels Spa e Miramis Hospitality & Entertainment.
L’intera realizzazione è stata raccontata dalla regista Keti Stamo e dalla casa di produzione Quoiat Films nel documentario Beneath the Surface, che segue il viaggio delle sculture dalla lavorazione fino alla loro immersione nei fondali dell’Argentario.
www.comune.monteargentario.com





