PORTO SANTO STEFANO. C’è un momento in cui un progetto smette di essere solo un’idea e comincia a prendere forma concreta. A Porto Santo Stefano, quel momento è già iniziato.
Dall’alto del cantiere si intravedono curve disegnate nella terra e tracciati che anticipano ciò che sarà, una pista che ancora non è completa ma che esiste già nella visione di chi l’ha fortemente voluta.
A raccontarlo è Ambra Sabatini, con parole semplici ma cariche di significato:
«Grazie a chi ci ha creduto, a chi ha investito e a chi con tanta dedizione ed impegno lavora e monitora il sito…».
Un progetto costruito sulla fiducia
Dietro a un’opera di questo tipo non ci sono soltanto mezzi e lavori in corso, ma una rete di persone, scelte e responsabilità condivise.
Il progetto ha trovato sostegno nelle istituzioni, dalla Regione Toscana al Comune di Monte Argentario, passando per Sport e Salute, in un percorso fatto di investimenti e collaborazione.
Ma, come sottolineato dalla stessa atleta, il lavoro più silenzioso è quello quotidiano: tecnici, operai e professionisti che ogni giorno seguono l’avanzamento del cantiere.
Un riconoscimento particolare arriva anche per Andrea Abodi, figura centrale nel supporto allo sviluppo dell’impianto, segno di un impegno costante che accompagna il progetto passo dopo passo.
L’orgoglio di un territorio
«Orgogliosa di vedere realizzare questa grande impresa nel nostro territorio».
In queste parole c’è molto più di un semplice intervento infrastrutturale. La pista rappresenta un simbolo per l’Argentario, uno spazio destinato a diventare punto di riferimento per atleti, giovani e appassionati.
Non solo una pista
Quello che oggi appare come un cantiere è già qualcosa di più: un luogo che nascerà per accogliere sogni, allenamenti e nuove opportunità.
Quando sarà completata, non sarà soltanto una pista di atletica.
Sarà un punto di partenza.



