ORBETELLO. Nuovo episodio di predazione in Maremma. Nel pomeriggio di oggi, lunedì 13 aprile, tre ovini sono stati uccisi in un attacco ai danni del gregge dell’azienda Serra, in un’area al confine con il Parco della Maremma, lungo il collegamento tra Fonteblanda e Talamone.
A esprimere vicinanza all’azienda è stato il presidente del Parco della Maremma, Simone Rusci.
La solidarietà del Parco della Maremma
«Siamo vicini e solidali all’azienda Serra per il nuovo attacco al gregge subito questo pomeriggio, in una zona al di fuori dell’area protetta», dice Rusci.
Un episodio che riporta alla memoria quanto accaduto esattamente un anno fa, quando la stessa azienda subì una predazione ben più grave, con la perdita di circa 30 capi.
«Siamo molto dispiaciuti per l’accaduto – ha aggiunto – e siamo a disposizione per aiutare l’azienda a mettere in campo azioni di mitigazione nei confronti dei predatori. Eventi di questo tipo sono drammatici dal punto di vista emotivo, psicologico ed economico».
Pastorizia e biodiversità: un equilibrio da difendere
Il Parco sottolinea come la tutela della fauna selvatica non debba avvenire a discapito delle attività zootecniche.
«La nostra azione di tutela è rivolta anche agli ovini e ai pastori – spiega Rusci – perché la perdita di attività come pascolo e coltivazione porta a un impoverimento della biodiversità».
Un concetto ancora più attuale nell’anno internazionale dei pascoli e dei pastori promosso dalle Nazioni Unite, che riconosce alla pastorizia un ruolo fondamentale come presidio ecologico globale e risorsa economica.
Prevenzione contro i predatori: le misure da adottare
Secondo il presidente del Parco, molti attacchi avvengono in contesti dove la protezione del bestiame non è ancora adeguata. La prevenzione si basa su strumenti noti e spesso efficaci, come l’impiego di cani da guardiania in numero idoneo, la presenza di recinzioni adeguate e una gestione del gregge calibrata sulle condizioni di rischio.
«L’allevamento non può più avvenire come in passato – sottolinea – ed è necessario evolvere le modalità di gestione per ridurre il rischio di predazione».
L’ipotesi lupo e il supporto alle aziende
Al momento non è possibile stabilire con certezza l’autore dell’attacco.
«Potrebbe trattarsi di un lupo proveniente dal Parco o da aree esterne – spiega Rusci – ma i predatori non “sono” del Parco, anche se qui vengono studiati».
Il Parco della Maremma ribadisce quindi la propria disponibilità a supportare le aziende locali, sia nella progettazione di sistemi di difesa sia nell’accesso ai bandi della Regione Toscana, che prevedono contributi economici per recinzioni e cani da guardiania.
Un impegno che punta a conciliare la presenza dei predatori con la sopravvivenza della pastorizia, elemento chiave del paesaggio e dell’economia maremmana.





