PIOMBINO. La riforma della governance portuale approvata dal governo guidato da Giorgia Meloni rischia di avere un impatto pesante sui porti toscani. A lanciare l’allarme sono Alessandro Franchi, consigliere regionale della Toscana, e Marco Simiani, deputato del Partito Democratico, che parlano di una riforma capace di sottrarre risorse fondamentali ai territori.
Secondo i dati diffusi da Assoporti sui bilanci 2024, l’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale perderebbe infatti circa 20 milioni di euro, risorse che oggi rimangono sul territorio e che verrebbero invece trasferite alla nuova società centrale Porti d’Italia Spa.
Meno fondi per investimenti, sicurezza e sostenibilità
«Parliamo di una quota rilevantissima delle entrate dell’Autorità di sistema – spiegano Franchi e Simiani – risorse indispensabili per garantire manutenzioni, sicurezza, investimenti infrastrutturali, sostenibilità ambientale e competitività del sistema portuale».
Un taglio che, secondo il Pd, colpirebbe direttamente i porti di Livorno e Piombino, due snodi strategici per l’economia della costa toscana e per l’intero sistema logistico regionale.
«Centralizzazione che svuota i territori»
Nel mirino dei dem anche l’impianto complessivo della riforma. «Non rafforza il coordinamento nazionale – affermano – ma centralizza e svuota le Autorità di sistema, sottraendo risorse e competenze ai territori». La riforma prevede infatti anche il trasferimento del 25 per cento del personale alla nuova Porti d’Italia Spa.
Secondo Franchi e Simiani, il rischio concreto è un progressivo indebolimento dei porti, a partire da quello di Livorno, con la possibilità che i costi vengano scaricati su imprese e lavoratori attraverso l’aumento di canoni e tariffe.
L’appello al governo
«Indebolire i porti di Livorno e Piombino – concludono – significa colpire lavoro, logistica, industria e sviluppo territoriale. Per questo chiediamo al governo di fermarsi, aprire un confronto vero con i territori e rivedere radicalmente una riforma che, così com’è, rischia di produrre danni strutturali».