GROSSETO. L’accoltellamento in via Mazzini? «Un episodio isolato». Mentre al convegno di Forza Italia di sabato 17 gennaio la parola d’ordine è stata quella di non creare allarmismo, il giorno dopo a tornare sull’allarme sicurezza sono i Popolari civici.
Che ritengono che quell’episodio, non possa essere liquidato appunto come un fatto isolato.
«Negli ultimi mesi Grosseto è stata teatro di gravi episodi di violenza giovanile. Aggressioni nel centro storico, accoltellamenti e ferimenti anche molto seri hanno coinvolto minorenni e giovani adulti, alimentando un crescente senso di insicurezza tra i cittadini». A dirlo sono Amedeo Gabbrielli e Barbara Chelli per i Popolari Civici per Grosseto e da Gianluigi Ferrara e Camilla Terrosi per l’UDC.
Un fenomeno che, secondo i Popolari Civici per Grosseto, non può essere liquidato come una sequenza di fatti isolati ma rappresenta un segnale d’allarme da affrontare con interventi strutturali e concreti.
Aggressioni e accoltellamenti: un’escalation preoccupante
L’episodio più grave risale al gennaio 2026, quando un ragazzo di 17 anni è stato colpito al volto con un’arma da taglio in pieno centro, rischiando di perdere un occhio. Un fatto di estrema gravità che ha riacceso il dibattito sulla sicurezza urbana e sulla tutela dei più giovani.
Secondo i firmatari del comunicato, la risposta non può limitarsi all’inasprimento automatico delle pene o alla moltiplicazione delle fattispecie di reato.
Sicurezza e certezza della pena
«La sicurezza – spiegano – non si costruisce aumentando le pene, ma garantendo la certezza della pena e rafforzando il presidio del territorio».
Una sicurezza reale, ma anche percepita, nasce da una presenza stabile, visibile e coordinata delle istituzioni nelle città.
Centri storici, stazioni, aree commerciali, zone della movida e quartieri periferici sono indicati come i luoghi più esposti, dove l’assenza dello Stato rischia di favorire degrado e microcriminalità.
Più carabinieri, polizia e ruolo centrale della municipale
Per questo, secondo i Popolari civici e l’Udc sono necessari investimenti strutturali a partire dall’aumento degli organici di carabinieri e polizia, con personale adeguatamente formato e impiegato in modo continuativo sul territorio.
Un ruolo centrale spetta anche alla polizia locale, che deve tornare a essere un vero presidio di prossimità. Più agenti in strada e meno negli uffici significa maggiore prevenzione, interventi più rapidi e un rapporto diretto e costante con la cittadinanza.
Prevenzione sociale e tutori di strada
Accanto al controllo del territorio, i Popolari Civici sottolineano l’importanza della prevenzione sociale, soprattutto nei contesti più fragili.
Figure come i tutori di strada possono contribuire a intercettare situazioni di disagio, prevenire conflitti e ridurre la pressione sulle forze dell’ordine.
«La sicurezza è un diritto, non una questione ideologica»
«La sicurezza non è una questione ideologica, ma un diritto di tutte e di tutti», si legge nel documento. L’obiettivo indicato è un approccio equilibrato che unisca controllo del territorio, prevenzione sociale e politiche urbane inclusive, per rendere le città più vivibili, sicure e coese.



