Rifiuti e ingombranti fuori dai cassonetti: è scontro tra residenti, turisti e proprietari di seconde case | MaremmaOggi Skip to content

Rifiuti e ingombranti fuori dai cassonetti: è scontro tra residenti, turisti e proprietari di seconde case

Il caso esplode sui social dopo le foto del degrado. Accuse incrociate sulla paternità dei cumuli di spazzatura: sotto accusa i disservizi, gli orari della discarica e la mancanza di controlli
Rifiuti ed ingombranti abbandonati fuori dai cassonetti a Castagneto Carducci

CASTAGNETO CARDUCCI. Sacchetti della spazzatura, vecchi materassi appoggiati ai cassonetti, elettrodomestici dismessi lasciati sul ciglio della strada, perfino due biciclette.

Quella dei rifiuti e degli ingombranti abbandonati fuori dalle postazioni di raccolta è ormai un’emergenza che non risparmia nessuna località, tantomeno quelle a forte trazione turistica.

Ma oltre al danno d’immagine e al disagio igienico, ad essere sotto accusa è la causa, o meglio il colpevole: c’è chi punta il dito verso i turisti, chi verso il gestore della ditta e chi contro gli incivili, che questi siano residenti o meno.

La polemica si è scatenata prepotentemente sui social network tra accuse incrociate e accesi dibattiti.

A far scoccare la scintilla è stata la pubblicazione di alcune foto che immortalano l’ennesimo episodio di inciviltà urbana: una vera e propria discarica a cielo aperto. 

«Colpa del turismo mordi e fuggi»

Da una parte ci sono alcuni residenti, esasperati da una situazione che peggiora puntualmente con l’arrivo della bella stagione o durante i ponti festivi. Il dito viene puntato senza troppi giri di parole contro i turisti, in particolare quelli del “mordi e fuggi” o gli inquilini degli affitti brevi.

Secondo l’accusa, chi resta solo pochi giorni non avrebbe voglia di comprendere le regole della raccolta differenziata locale e, al momento di ripartire, preferirebbe disfarsi di tutto, ammassando i sacchi dove capita, spesso nell’oscurità della notte, quando nessuno vede.

La replica dei turisti: «Vogliamo riciclare, ma mancano i servizi»

Poi però, c’è chi turista lo è davvero e non ci sta a passare per l’incivile di turno. Molti visitatori si difendono lamentando una totale carenza di informazioni e di servizi adeguati.

«Arriviamo in appartamenti dove non ci vengono spiegate le modalità di conferimento, oppure troviamo i cassonetti stracolmi già dal venerdì sera» spiega un villeggiante.

La critica si sposta quindi sulla gestione pubblica: se un turista vuole comportarsi civilmente ma trova i contenitori saturi e nessuna indicazione chiara in un’altra lingua o per chi non è del posto, il sistema va in corto circuito.

I proprietari di seconde case: «Amiamo questo posto, non lo deturpiamo»


C’è poi una terza categoria: i proprietari delle seconde case. Spesso additati come “intermedi” via di mezzo tra il residente e il turista stagionale.

«Abbiamo investito qui i nostri risparmi, paghiamo regolarmente la Tari e amiamo questo territorio. Non oseremmo mai fare una cosa del genere», si legge in uno dei commenti più accorati.

Al contrario, molti di loro si dicono vittime due volte: pagano per servizi di cui usufruiscono solo pochi mesi all’anno e si trovano la facciata di casa o il vicolo adiacente deturpato dai rifiuti altrui.

Il nodo dei servizi: la discarica chiusa nel fine settimana

Ma se il rimpallo di responsabilità tra le persone prosegue a colpi di post, emerge un dato strutturale su cui quasi tutti convergono: le falle del sistema di raccolta. Sotto i riflettori finisce in particolare la gestione dell’isola ecologica, che in molti casi resta chiusa proprio il sabato pomeriggio e la domenica.

È il paradosso del weekend: i flussi turistici e le partenze si concentrano tra il venerdì e la domenica sera, esattamente nei giorni in cui i servizi di smaltimento necessari non ci sono.

Chi deve svuotare una casa o si ritrova con un oggetto voluminoso da buttare prima di riconsegnare le chiavi, non trovando la discarica aperta e non potendo portarsi il vecchio elettrodomestico in auto, finisce per cedere alla tentazione dell’abbandono illegale.

La polemica social fotografa una realtà complessa, dove l’inciviltà del singolo si sposa con l’inefficienza del servizio. Tra chi invoca l’installazione di fototrappole e telecamere di sorveglianza per multare i furbetti del sacchetto e chi chiede un’estensione degli orari dei centri di raccolta nei giorni festivi, la certezza è solo una: l’attuale sistema non regge i ritmi dei flussi turistici.

Senza un equilibrio tra le esigenze di chi c’è e di chi parte e i servizi offerti dal territorio, i cassonetti continueranno a essere più un teatro di degrado che un servizio di pulizia.

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