PIOMBINO. È stato rinvenuto un importante reperto archeologico funerario nell’ambito della campagna di scavo 2025 nell’area archeologica di Poggio del Molino. La scoperta riguarda un’iscrizione latina del III secolo dopo Cristo, una dedica della madre Zoe per il figlio Leonida.
Poggio del Molino
L’iscrizione è stata ritrovata nel parco archeologico di Poggio del Molino di Populonia e parla di un dolore, quello della perdita di un figlio per la propria madre.
Il sito archeologico vanta di almeno tre vite nel corso dell’epoca romana. La prima fase riguarda un castello romano costruito tra il secondo e il primo secolo a.C. , una fortezza creata per difesa contro le incursioni dei pirati che navigavano nel Mediterraneo in quel periodo. Diventa poi una fattoria produttiva, con all’interno una cetaria, una vasca adibita alla produzione della salsa di pesce (Garum), appartenente ad una ricca famiglia di Cecina, la stessa che ha fatto costruire l’antico Anfiteatro di Volterra. Infine, il sito si trasformò in una villa di prestigio, con terme, mosaici e giardini vista Golfo di Baratti, fino al quarto secolo d.C..
Le iscrizioni rinvenute in quella parte di sito sono, però, rare e quelle poche scoperte sono conservate nel Museo archeologico di Populonia.
L’iscrizione per Leonida

La rilevanza della recente scoperta, dunque, è resa ancora più celebre proprio per la rarità della scoperta oltreché per il contenuto: l’amore di una madre per il figlio, un sentimento che traspare in quelle poche parole incise su pietra, oltre 1700 anni fa.
L’iscrizione è stata ritrovata in uno strato di crollo di materiale, quindi, non nella sua posizione originaria. Secondo le indagini effettuate dagli studenti universitari e i ricercatori, si evince che in quella zona si dovesse trovare un sepolcreto, all’interno di un insediamento attivo fino al quarto o quinto secolo dopo Cristo. Una parte delle storia millenaria del sito di cui, fino ad oggi, non si era a conoscenza.
«È un’iscrizione integrale – spiega Carolina Megale – Questo può dare la grande opportunità di esaminare tutti i personaggi menzionati nel testo. Per quanto riguarda la cronologia, la scrittura corsiveggiante, il modo in cui le parole si spezzano al termine di ogni riga, portano a datarla sul finire del terzo secolo dopo Cristo. Per quanto riguarda la lettura, in alcuni punti è più semplice e leggibile, in altri, invece, richiede uno studio più approfondito che faremo al termine dello scavo, durante l’inverno».
Il testo

«Con piacere intanto condividiamo quello di cui siamo certi di aver letto: “Dibus ma-nibus Zoze – Leonide fili-o bene mere-nti fecit” trad. it. Questo monumento è sacro agli Dei Mani, la mamma Zoe l’ha fatto per il figlio Leonida che lo meritava».
Una dedica che inizia con la dedica ai Mani, gli dei protettori dei defunti. Presente, poi, l’indicazione di chi ha voluto il documento, Zoze, la madre di Leonida.
Nomi questi, Zoe e Leonida, che rimandano alla grandezza della Grecia, un’iscrizione che parla di un amore della madre per il proprio figlio, che ha oltrepassato i secoli per giungere fino ai nostri giorni.
Il video della spiegazione di questo importantissimo ritrovamento, realizzato da Archaeo Reporter, è disponibile su youtube.
