PIOMBINO. Il pomeriggio di martedì 25 febbraio resterà una macchia indelebile nella memoria dei frequentatori del litorale di Baratti. Quella che doveva essere una tranquilla passeggiata per Giovanna Quilici e la sua piccola Nina si è trasformata in un incubo di sangue e terrore, quando un pitbull ha assalito la cagnolina, riducendola in fin di vita.
A distanza di giorni, mentre Nina combatte la sua battaglia più dura, la comunità si stringe attorno alla proprietaria e chiede a gran voce un intervento normativo per garantire la sicurezza di tutti.
Una ripresa miracolosa
Le condizioni di Nina sono apparse subito disperate. L’aggressione ha causato ferite devastanti: la perforazione di un polmone, la rottura di quattro costole e una lesione gravissima alla zampa anteriore che ha fatto temere l’amputazione. Dopo un delicato intervento salvavita, i segnali che arrivano oggi sono incoraggianti, seppur cauti.
Secondo quanto riferito dall’amministrazione comunale, i punti nella zona polmonare sono stati rimossi e la piccola sta reagendo con una forza incredibile. Resta l’incognita sulla motilità della zampa, per la quale i veterinari stanno facendo il possibile per evitare danni permanenti.
Le indagini e la risposta del Comune
Sulla vicenda è intervenuta direttamente l’assessora alla tutela degli animali, Rossana Bacci, che sta seguendo il caso personalmente:
«Le forze dell’ordine si sono attivate immediatamente – ha dichiarato l’assessora – Gli agenti di polizia locale hanno individuato il proprietario dei cani in pochissimo tempo. L’uomo è stato sanzionato per omessa custodia e gli animali sono stati segnalati al servizio veterinario».
La Bacci ha poi precisato che gli atti sono già stati depositati in Procura.
Tuttavia, l’assessora ha evidenziato i limiti delle leggi attuali: «La normativa non consente di andare oltre a quello che è già stato fatto. Ora spetterà alla proprietaria decidere se procedere in sede civile».
La mobilitazione: nasce la “Petizione per Nina”
Mentre la giustizia fa il suo corso, la società civile ha deciso di non restare a guardare. Annabella Viegi, attraverso i social, ha lanciato una raccolta firme da presentare al Comune di Piombino. L’obiettivo è trasformare il dolore per l’accaduto in una riforma concreta della gestione degli animali sul territorio.
Le richieste dei cittadini sono chiare:
- Più controlli: monitoraggio rigoroso sull’uso di guinzaglio e museruola.
- Patentino obbligatorio: corsi di formazione per chi possiede cani di grossa taglia o con indole complessa.
- Assicurazione obbligatoria: una tutela necessaria per i danni a terzi.
- Sicurezza nei parchi: presidi più efficaci nelle aree pubbliche per proteggere bambini e altri animali.
«Lo facciamo perché non accada mai più» spiegano i promotori.
La raccolta firme punta a responsabilizzare i proprietari di cani “difficili”, garantendo che la libertà di uno non diventi mai il pericolo di un altro.