SAN VINCENZO. Quello che doveva essere un passaggio istituzionale per mettere in sicurezza un servizio per la cittadinanza si è trasformato in un terreno di scontro politico.
Al centro c’è la gestione della piscina coperta presso il Park Albatros, infrastruttura vitale per i residenti di San Vincenzo durante i mesi invernali, oggi minacciata da gravi criticità strutturali e da un clima di profonda tensione in consiglio comunale.
Un guasto ad una delle pompe della caldaia fondamentali per il riscaldamento dell’acqua si è rotta e ciò ha causato la chiusura dell’impianto per alcuni giorni.
Un servizio per la cittadinanza
La piscina del Park Albatros funge da impianto comunale nel periodo compreso tra ottobre e aprile. L’accordo garantisce il nuoto libero e i corsi a tariffe agevolate per i residenti e l’accesso gratuito per i progetti motori delle scuole elementari.
Tuttavia recentemente gravi guasti tecnici agli impianti hanno interrotto la continuità del servizio e l’operato dei gestori, sollevando dubbi sulla tenuta degli impegni presi dalla proprietà del camping.
La mozione
A portare la mozione è stato il consigliere Pietro Petri che ha evidenziato quanto la convenzione con la piscina del Park Albatros sia vitale per la continuità sportiva non solo di agonisti ma anche di bambini, anziani e gestanti.
«Il Comune riconosce un canone per fare in modo che il servizio sia sostenibile economicamente da parte del gestore. Andando avanti negli anni, la piscina sta iniziando a subire un’obsolescenza naturale che grava in una certa misura anche su chi la deve gestire – sottolinea Petri in consiglio -. Il rapporto con tra l’amministrazione e il gestore è volto a trovare una soluzione concreta per un servizio funzionale ed efficiente».
In risposta a Petri, il consigliere Alessio Landi ribadisce i punti fondamentali del contratto della convenzione. Secondo Landi è il gestore a dover fare sì che il servizio sia efficiente.
«La società garantisce l’idoneità della struttura per l’uso pubblico ed è tenuta a impiegare per l’intero orario di apertura dell’impianto il personale idoneo alla sorveglianza, anche nelle attività di nuoto libero (…). Il gestore è tenuto a garantire il mantenimento idoneo dell’impianto per l’uso pubblico, la manutenzione straordinaria dell’impianto in ogni caso è a carico della società nel periodo di affidamento della gestione – cita dal contratto il consigliere Landi -. Non capisco, dunque, cos’altro dobbiamo fare, quando già diamo un contributo come Comune, 45mila euro comprese d’iva. È il gestore che deve impegnarsi per mantenere l’efficienza della piscina».
La soluzione portata da Landi è quella semmai di fornire dei voucher per poter usufruire del servizio in altre piscine, come quella di Cecina o Piombino, se quella del Park Albatros è inutilizzabile.
Il nodo del terzo punto della mozione
La volontà della maggioranza sarebbe quella di dimostrare vicinanza al gestore che in questo momento non è in grado di lavorare per il guasto alla caldaia e alla collettività che è impossibilitata a usufruire del servizio.
Per Landi però il nodo è quello del terzo punto presentato: si impegna il sindaco e la giunta a porre in essere ogni atto utile a tutelare la società di gestione affinché non debba subire passivamente le conseguenze di carenze strutturali dell’immobile che ne impediscono il regolare svolgimento delle attività e che ne minano la stabilità economica.
Un punto per lui totalmente contrario a quanto scritto in convenzione, nel contratto, infatti, è scritto a chiare lettere che è il gestore a doversi impegnare nelle manutenzioni straordinarie.
L’affondo di Roventini: «Ostruzionismo e fuga dalle responsabilità »
A scoperchiare il vaso di Pandora è stato l’ex assessore Massimiliano Roventini, che non usa giri di parole per definire quanto accaduto nell’ultima seduta consiliare, dove la maggioranza ha presentato un ordine del giorno urgente per affrontare la crisi.
«Parliamo di un impianto che tutte le amministrazioni di San Vincenzo hanno sostenuto con convinzione fin dal 2013, riconoscendone il valore sociale e sportivo fondamentale per il territorio. È sconcertante e imbarazzante – scrive sui social Massimiliano Roventini – La mozione non era una bandierina di parte, ma un atto di responsabilità per tutelare il gestore dalle criticità strutturali degli impianti che non possono ricadere su chi lavora. Di fronte alla possibilità di intraprendere vie legali verso la proprietà per far rispettare gli accordi, abbiamo assistito a uno spettacolo desolante: una parte della minoranza ha votato contro e altre tre persone hanno abbandonato l’aula prima della discussione. La mozione unitaria è stata votata solo dalla maggioranza; un’occasione persa».
Secondo Roventini, l’atteggiamento delle opposizioni rappresenta un danno diretto alle famiglie e agli sportivi, definendo la “fuga” dall’aula come una mancanza di rispetto verso il mandato elettorale e il bene pubblico.
«Questo atteggiamento non danneggia la giunta, ma colpisce direttamente i cittadini, le famiglie e gli sportivi che usufruiscono della piscina. Quando si preferisce la fuga o l’ostruzionismo alla tutela del bene pubblico – conclude Roventini -, si perde il senso del proprio mandato e si dimostra una totale mancanza di rispetto per le reali necessità di San Vincenzo».
Tra incertezze e l’ombra di Piombino
Mentre San Vincenzo discute, il contesto territoriale cambia.
Il Comune di Piombino ha infatti avviato un investimento da 3,6 milioni di euro per il rifacimento della piscina comunale Balestri. Un’opera che, una volta conclusa, potrebbe attrarre gran parte dell’utenza comprensoriale se San Vincenzo non riuscirà a stabilizzare la situazione al Park Albatros.