PIOMBINO. Si terrà sabato 11 aprile la più grande manifestazione mai organizzata contro il rigassificatore nel porto di Piombino. In preparazione a questa, è prevista per venerdì 10 marzo un’assemblea pubblica aperta a tutti, dalle 17 in piazza Cappelletti.
Ad essere invitati, dal Comitato Salute Pubblica e La Piazza Val di Cornia, sono i cittadini e le forze sociali per dire basta al “gioco delle colpe” tra Governo, Regione e Comune, e finalmente iniziare a lavorare seriamente per il bene comune della città e dei suoi abitanti.
L’appello dei comitati
I comitati cittadini di Piombino, che fin dal 2022 si battono per la tutela del territorio, lanciano un appello a tutta la cittadinanza, alle associazioni e alle realtà collettive della Val di Cornia e dell’Elba per un nuovo ciclo di mobilitazione popolare.
L’obiettivo è chiaro: ribadire il fermo “NO” alla permanenza del rigassificatore nel porto, interrompere i traffici di armi nello scalo cittadino e salvaguardare l’ambiente del territorio.
La mobilitazione nasce dall’esigenza di difendere il futuro di Piombino da scelte imposte in nome di un’emergenza energetica ritenuta di dubbia esistenza.
«Noi chiediamo – dicono i comitati – che si rispetti la scadenza dei tre anni, al termine della quale il rigassificatore deve lasciare il porto. Entro luglio 2026, come previsto dagli atti autorizzativi e dalla sentenza del Tar Lazio che ne ha vincolato la permanenza alla temporaneità, la nave deve lasciare il nostro porto».
«La presenza di un impianto a rischio di incidente rilevante e il transito di carichi bellici (come documentato per le navi Severine e Capucine) espongono la città a rischi catastrofici, trasformandola in un bersaglio strategico e decisamente sensibile, in un contesto di grave instabilità geopolitica internazionale».
La voce dei comitati: «Piombino non si vende, ma si difende»
I comitati chiedono a gran voce che il porto torni a essere il fulcro della diversificazione economica, di cui la città di Piombino ha estremamente bisogno, anziché essere trasformato in un hub energetico e militare che frena la transizione verso energie pulite.
«In questo contesto già di per sé molto complicato, Piombino rivendica risposte su bonifiche mai realizzate, gestione delle discariche e potenziamento dei servizi sanitari, rifiutando “compensazioni” a fronte di rischi per la vita e la salute. Non possiamo più delegare il nostro futuro: è il momento di tornare in piazza perché “Piombino non si vende ma si difende!“».
