PIOMBINO. Doveva essere un presidio contro l’imperialismo e l’intervento militare statunitense, ma il pomeriggio in piazza Cappelletti si è trasformato in un durissimo scontro verbale che ha messo a nudo le profonde spaccature sulla questione venezuelana.
La manifestazione, organizzata da Prc Piombino, Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti, era nata per contestare duramente la politica estera di Donald Trump, definita dagli organizzatori come “banditismo politico”.
La voce fuori dal coro
Mentre dal microfono si susseguivano attacchi all’operato della Casa Bianca e difese della sovranità del governo, una ragazza venezuelana di 28 anni ha chiesto di poter parlare. Quello che doveva essere un momento di confronto democratico è diventato rapidamente un momento di altissima tensione.
«Nessuno qui vuole dire che Trump sia un pacifista – ha esordito la giovane, che si chiama Morena, davanti alla folla – ma Maduro non è il presidente legittimo. Le elezioni sono state vinte da Edmundo González e lui ha ripreso il potere con la forza. Maduro è un terrorista».
La giovane ha poi incalzato i presenti, richiamando l’esperienza diretta della propria comunità : «Andateci voi a vivere davvero in Venezuela, invece di parlare stando seduti. Ho sentito testimonianze per vent’anni; se foste stati là sareste stati uccisi dallo stesso presidente che oggi difendete. Studiate i fatti».
La reazione della piazza: insulti e tensioni

Le parole della ventottenne hanno scatenato una reazione violenta da parte di diversi partecipanti. Il clima di solidarietà internazionale che si respirava in piazza si è interrotto bruscamente: dalla folla sono partiti insulti pesanti come “Levati quella bandiera, non te la meriti”, fino a espressioni ancora più gravi come “Sei un maiale” e “Vai a morire”.
Un’idea diversa, basata sul vissuto personale, che la piazza non ha accettato, reagendo con un’aggressività che ha spinto molti passanti a interrogarsi sulla reale natura democratica del presidio. «Andate a fare la democrazia da un’altra parte», è stato il commento amaro di chi ha assistito alla scena.
La ragazza ha abbandonato il microfono con un ultimo, durissimo atto d’accusa: «Per tutti i milioni di venezuelani uccisi dal regime: siete la vergogna del mondo».
IL VIDEO
La solidarietà politica
Sull’episodio è intervenuta prontamente Gioventù Nazionale Livorno, esprimendo totale sostegno alla giovane: «Esprimiamo tutta la solidarietà alla coraggiosa ragazza venezuelana aggredita verbalmente a Piombino. È inaccettabile che in una piazza italiana si neghi la parola e si offenda chi denuncia un regime. Gioventù Nazionale starà sempre dalla parte della libertà e della democrazia, contro ogni tipo di dittatura».