PIOMBINO. Un altro ristorante costretto a chiudere temporaneamente dopo i controlli della Guardia costiera e dell’Asl. Succede ancora a Piombino, dove gli ispettori impegnati nella nuova operazione regionale contro le irregolarità nella filiera del pesce hanno accertato problemi nella tracciabilità dei prodotti ittici e gravi carenze igienico-sanitarie.
Il locale è uno dei due esercizi di ristorazione per i quali sono stati adottati provvedimenti di chiusura temporanea nell’ambito dell’operazione «Filiera Blu», condotta la scorsa settimana dalla Guardia costiera e coordinata dalla Direzione marittima di Livorno.
L’altro ristorante si trova a Portoferraio, all’isola d’Elba.
È una notizia che assume un rilievo particolare per Piombino, perché arriva dopo altri interventi effettuati nel corso dell’estate, quando erano già stati fermati un ristorante per gravi carenze igieniche e un’attività abusiva di somministrazione di alimenti e bevande allestita nel giardino di un’abitazione privata.
Tre episodi distinti nell’arco di poco più di tre mesi, che riportano l’attenzione sui controlli della filiera alimentare, sulla provenienza del pesce servito ai clienti e sulle condizioni igieniche delle cucine.
Controlli a Piombino, disposta la chiusura del ristorante
Il nuovo intervento è stato effettuato dai militari della Guardia costiera in collaborazione con i funzionari del Dipartimento di prevenzione, Unità sicurezza alimentare dell’Azienda Usl Toscana Nord Ovest. Le verifiche hanno interessato sia Piombino sia Portoferraio, dove sono emerse violazioni della normativa sulla tracciabilità dei prodotti ittici e gravi carenze sotto il profilo igienico-sanitario.
Tra le irregolarità segnalate durante gli accertamenti figura anche la presenza di tracce di roditori nei locali utilizzati per conservare gli alimenti.
La comunicazione sull’operazione non specifica però in quale dei due esercizi siano state individuate queste tracce, né distingue puntualmente tutte le irregolarità contestate al singolo ristorante.
Le condizioni riscontrate hanno comunque portato i tecnici della prevenzione ad adottare provvedimenti di chiusura temporanea per entrambi i locali, che potranno tornare a operare soltanto dopo il ripristino delle condizioni igienico-sanitarie previste dalla normativa.
A luglio un altro ristorante chiuso a Piombino
Non è la prima volta, nel corso del 2026, che i controlli della Guardia costiera portano alla chiusura temporanea di un ristorante a Piombino. Il 21 luglio, nell’ambito dell’operazione regionale «Filiera Sicura», gli ispettori avevano effettuato verifiche nelle cucine di alcune strutture ricettive della costa toscana.
Proprio a Piombino, durante un controllo congiunto con il personale dell’Asl Toscana Nord Ovest, erano state rilevate gravi carenze igienico-sanitarie, tali da spingere l’autorità sanitaria a disporre la sospensione temporanea dell’attività.
Anche in quel caso il provvedimento prevedeva la possibilità di riaprire soltanto dopo aver ripristinato le condizioni previste dalla legge.
L’operazione estiva aveva portato complessivamente al sequestro di circa tre tonnellate di pesce sul territorio regionale, nell’ambito di controlli concentrati soprattutto sulla corretta provenienza e commercializzazione dei prodotti ittici.
A settembre il ristorante abusivo nel giardino di casa
Il secondo episodio risale al 2 settembre, quando la Guardia di finanza e la Guardia costiera avevano scoperto una vera e propria attività di ristorazione abusiva allestita nel giardino di un’abitazione privata nel comune di Piombino.
Il proprietario, un pescatore, aveva organizzato un servizio di somministrazione di alimenti e bevande senza le necessarie autorizzazioni amministrative e sanitarie.
Durante gli accertamenti erano emerse anche irregolarità fiscali: gli incassi non risultavano certificati e mancavano gli strumenti previsti per registrarli. In cucina era stato inoltre individuato un lavoratore impiegato in nero.
Gli ispettori della Guardia costiera avevano sequestrato circa 60 chilogrammi di pesce privo della documentazione necessaria a dimostrarne la provenienza, poi destinato alla distruzione.
Al responsabile erano state contestate sanzioni amministrative per complessivi 5mila euro e notificata la sospensione immediata dell’attività.
Cinque tonnellate di pesce sequestrate, alcune scadute dal 2024
L’ultimo intervento a Piombino fa parte di un’operazione assai più vasta, che ha interessato diverse località della Toscana.
La Guardia costiera ha effettuato complessivamente 102 controlli, arrivando a sanzionare 27 soggetti e sequestrare oltre cinque tonnellate di prodotti ittici.
Il risultato più consistente è arrivato dalle verifiche condotte in un centro logistico di Livorno, utilizzato per lo stoccaggio e la distribuzione di prodotti per conto terzi, e in un punto vendita all’ingrosso di Viareggio.
Qui gli ispettori hanno trovato circa 5mila chilogrammi di pesce, prevalentemente calamari, una parte dei quali destinata alla commercializzazione nonostante fosse stato superato il termine di conservazione, in alcuni casi addirittura dal 2024. Il prodotto è stato sottoposto a sequestro amministrativo.
La Guardia costiera intensifica le verifiche sulla filiera del pesce
L’operazione «Filiera Blu» è stata organizzata anche in relazione al periodo di fermo biologico della pesca a strascico, durante il quale le attività di vigilanza vengono intensificate per contrastare la commercializzazione irregolare del pescato e tutelare le risorse marine. Gli accertamenti non riguardano soltanto i pescherecci e i punti di sbarco, ma l’intera catena commerciale: depositi frigoriferi, trasportatori, grossisti, pescherie e ristoranti.
La tracciabilità, infatti, consente di risalire all’origine dei prodotti, verificare le informazioni necessarie per la loro commercializzazione e intervenire quando vengono riscontrate irregolarità.
Nel settore della ristorazione, i controlli vengono integrati con quelli sanitari, che riguardano anche la corretta conservazione degli alimenti e le condizioni igieniche dei locali.
Per i due ristoranti chiusi a Piombino e Portoferraio il provvedimento è temporaneo, finalizzato al ripristino delle condizioni di sicurezza richieste. I controlli della Guardia costiera proseguiranno anche nelle prossime settimane, con l’obiettivo di individuare prodotti non conformi prima che raggiungano le tavole dei consumatori e tutelare le imprese che operano nel rispetto delle regole.