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Piombino in piazza contro il rigassificatore, ma la giunta non c’è: scontro politico

La piazza chiede le dimissioni del sindaco. La maggioranza ribadisce la contrarietà ma spiega l’assenza: «Scelta di responsabilità». In piazza anche l’ex assessora Nigro
Una parte dei manifestanti contro il rigassificatore in piazza Bovio
Una parte dei manifestanti contro il rigassificatore in piazza Bovio

PIOMBINO. Una piazza partecipata, ma con un’assenza che pesa. Sabato 11 aprile centinaia di cittadini sono scesi in strada a Piombino per manifestare contro la permanenza del rigassificatore nel porto, in una mobilitazione che ha riportato al centro del dibattito uno dei temi più divisivi degli ultimi anni.

Alla manifestazione non erano presenti il sindaco né membri della giunta comunale, un elemento che non è passato inosservato tra i partecipanti.

E il grido che si è alzato da piazza Bovio è stato unanime: «Il sindaco deve dimettersi»

Una protesta che torna a riempire la piazza

Il corteo ha attraversato la città raccogliendo adesioni trasversali: cittadini, comitati, associazioni e rappresentanti del territorio uniti dalla richiesta di vedere rispettata la scadenza prevista per l’impianto.

Al centro della protesta la preoccupazione che il rigassificatore possa restare oltre i tempi inizialmente indicati, trasformandosi da soluzione temporanea a presenza stabile.

La posizione dei manifestanti

Durante la mobilitazione è emersa una linea chiara: il rigassificatore deve lasciare il porto, restituendo spazio alle prospettive di sviluppo industriale e alle attività legate alla vocazione produttiva della città.

Una richiesta che si lega anche al tema delle bonifiche e al futuro dell’area industriale.

Assenza della giunta e peso politico

A colpire è stata soprattutto l’assenza dell’amministrazione comunale.

Sindaco e assessori non hanno preso parte alla manifestazione, lasciando spazio alle critiche di chi si aspettava una presenza istituzionale su un tema così sentito.

Un’assenza che assume un significato politico in una fase in cui il confronto sul futuro del rigassificatore resta aperto.

In piazza anche l’ex assessora Nigro

Alla manifestazione era presente invece l’ex assessora Sabrina Nigro, che nelle settimane scorse aveva lasciato la giunta proprio per divergenze legate al tema del rigassificatore.

Una presenza che rafforza il legame tra la mobilitazione e le tensioni politiche emerse all’interno dell’amministrazione.

La maggioranza: «contrari al rigassificatore, ma fuori dalla piazza per responsabilità istituzionale»

I gruppi di maggioranza che sostengono il sindaco ribadiscono una posizione definita “chiara e coerente”: il Comune di Piombino è contrario al rigassificatore fin dall’inizio e continua ad esserlo, sulla base di motivazioni legate alla tutela del territorio, del porto, del lavoro e della sicurezza dei cittadini.

Allo stesso tempo, la scelta di non partecipare alla manifestazione viene spiegata come una decisione legata al ruolo istituzionale. Secondo la maggioranza, chi governa ha il dovere di muoversi con pragmatismo e responsabilità, evitando dinamiche che possano creare divisioni.

Un’impostazione che tiene insieme due elementi: da una parte la contrarietà all’impianto, dall’altra la consapevolezza che il percorso politico e amministrativo in corso potrebbe portare alla permanenza del rigassificatore.

Da qui la linea indicata: continuare a portare avanti la posizione del Comune nelle sedi istituzionali, senza arretrare, ma mantenendo un approccio ritenuto più efficace rispetto alla partecipazione alla protesta di piazza.

Un tema ancora aperto

La protesta di Piombino conferma come il rigassificatore resti uno dei nodi più delicati per il territorio.

Tra esigenze energetiche nazionali e richieste locali, il confronto resta acceso e destinato a proseguire nei prossimi mesi.

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