Piombino, strategie europee e rilancio dell’acciaio: il convegno FdI-Ecr traccia il futuro del polo siderurgico | MaremmaOggi Skip to content

Piombino, strategie europee e rilancio dell’acciaio: il convegno FdI-Ecr traccia il futuro del polo siderurgico

Al convegno FdI-Ecr a Piombino si parla di Europa industriale, politiche energetiche e rilancio dell’acciaieria: investimenti, infrastrutture e sviluppo del territorio
L'eurodeputato di FDI Francesco Torselli a Piombino
L’eurodeputato di FDI Francesco Torselli a Piombino

PIOMBINO. Il futuro dell’industria europea e il rilancio del polo siderurgico piombinese sono stati al centro del convegno intitolato “L’Europa industriale che cambia: strategie, investimenti e sovranità tecnologica“, organizzato da Fratelli d’Italia e dal gruppo ECR (European Conservatives and Reformists).

L’evento, tenutosi nel pomeriggio di ieri, venerdì 21 novembre, presso l’Hotel Centrale, ha visto la partecipazione dell’onorevole Francesco Torselli, Eurodeputato del gruppo Ecr-FdI e la presenza del sindaco di Piombino, Francesco Ferrari, oltre a Riccardo Breda, presidente della Camera di Commercio.

A moderare la discussione è stato Marco Talluri, direttore di Toscana TV.

Il dibattito ha toccato temi cruciali, evidenziando la necessità di integrare le sfide europee in ambito industriale ed energetico con le specificità del territorio, in particolare Piombino, la cui storia è indissolubilmente legata all’acciaio.

Tra storia, acciaio e nuove opportunità

Marcella Amadio
Marcella Amadio al microfono

Ad aprire il dibattito è stata Ombretta Bartoli, membro del dipartimento regionale per le politiche europee di FdI, che ha sottolineato la doppia identità della città:

«Piombino è un luogo che parla da sé. Situato davanti al mare ma con un passato in cui l’acciaio fa da padrone. Questa è una città che conosce bene il significato del cambiamento, in grado di adattarsi, di resistere e anche di reinventarsi».

Bartoli ha evidenziato come sia necessario un cambio di passo nell’Europa industriale, guidato da una politica attenta e da investimenti mirati.

L’obiettivo è innovare senza perdere la propria identità, trasformando la tradizione industriale in filiere più sostenibili per creare opportunità di lavoro, specialmente per i giovani.

Un punto chiave è far dialogare il porto e l’industria con le comunità locali per un futuro integrato e strategico, affrontando nel contempo le grandi problematiche europee come la transizione digitale e quella energetica “green, senza sacrificare però il lavoro.”

La questione infrastrutturale e le critiche alla Regione

 

A sinistra Riccardo Breda, presidente della Camera di Commercio

Il dibattito ha messo in luce le criticità infrastrutturali della costa toscana. Marcella Amadio, consigliera regionale FdI Toscana, ha criticato la visione a suo dire “Firenze-centrica” del presidente Giani, definendo la sua azione finora “inconsistente” per la costa. La consigliera ha portato ad esempio il ritardo decennale della 398 e il “completo scollegamento” tra l’interporto di Livorno e il porto stesso, evidenziando che l’interporto di Prato risulta paradossalmente meglio collegato.

Amadio ha però lodato l’intervento del Governo nazionale di centrodestra:

«La Regione toscana che non riesce a concludere, la risposta vera alla città l’ha data il governo nazionale di centro destra. Notizia di pochi giorni fa: la deliberazione del ministro Urso, del programma di investimento Metinvest. Con la riattivazione dell’acciaierie, si prevedono 800 assunzioni dirette e 300 indirette, con un percorso preferenziale per i cassaintegrati. Il ministro Urso ha dato una risposta seria e concreta, mirata sul lavoro di tanti cittadini».
 

Rilancio del manifatturiero e l’urgenza delle infrastrutture

Umberto Paoletti, direttore generale Confindustria Toscana centro e costa, ha ribadito l’importanza dell’Italia come seconda manifattura europea e ha esortato a insistere sul miglioramento del sistema portuale toscano, che vanta tre porti di interesse nazionale.

A fargli eco è stato Riccardo Breda, presidente della Camera di Commercio di Livorno e Grosseto, il quale ha sottolineato l’importanza vitale del rilancio di Piombino per l’intera costa toscana.

«La Piombino produttiva ha sempre avuto grandi vantaggi al tempo dell’acciaieria funzionante. I due porti che abbiamo nella provincia di Livorno sono strategici per la ripresa di tutta la Toscana e sono strategici anche per l’Italia tutta».

Breda ha identificato due sfide cruciali: la prima è quella infrastrutturale, con l’urgente necessità di collegamenti stradali e ferroviari per rendere più attrattivi i porti di Livorno e Piombino. La seconda riguarda l'”inverno demografico“: per far rimanere i giovani, è indispensabile creare posti di lavoro e «ridare una speranza di crescita nella scala sociale».

Il convegno si è concluso con l’impegno ribadito di Fratelli d’Italia e delle istituzioni locali nel trasformare la vocazione industriale di Piombino in un modello di sviluppo sostenibile, integrato nelle strategie europee ma profondamente radicato nelle esigenze e nelle potenzialità del territorio costiero toscano.

La visione politica e la critica al green 

L’intervento dell’eurodeputato Torselli si è focalizzato sulla sinergia istituzionale, lodando la collaborazione tra il Comune e il Consiglio dei Ministri. Tale cooperazione, secondo Torselli, è resa possibile dalla forza di volontà del sindaco Francesco Ferrari, il quale agisce con determinazione per il bene del paese che amministra.

Successivamente, l’eurodeputato ha espresso una posizione fortemente critica riguardo agli obiettivi energetici e ambientali, in particolare sulla transizione all’elettrico, definendo le attuali direttive come “folli”.

«Se qualcuno volesse vedere le automobili inquinare sarebbe un folle. Così come folle sarebbe colui che vuole le auto tutte elettriche per poter risparmiare sulle materie prime in esaurimento, ma la verità è un’altra: se il mondo fosse fatto tutto di auto elettriche ci sarebbe un grosso problema, se solo il 10% del parco auto italiano fosse elettrico, sarebbe il punto di pareggio con la sussistenza nazionale di energie elettrica. Ciò starebbe a significare che tutta l’energia elettrica presente in Italia servirebbe a ricaricare le auto elettriche. Ciò significherebbe, facendo un esempio chiarissimo, che nessuno di noi potrebbe accendere il tostapane a casa, a meno che parallelamente non inventassimo una bacchetta magica in grado di farci produrre energia elettrica».

Torselli ha poi messo in discussione l’effettivo impatto ambientale della misura:

«Tutto questo per cosa? Perché le auto classiche sono responsabili del 7% della CO2​ in atmosfera e quindi bisogna azzerare quella percentuale portandola a zero. E come si fa? Lo si fa distruggendo il settore automobilistico, distruggendo le aziende europee di produzione di automobili facendoci invadere le strade di automobili cinesi, che sono sì elettriche e che non inquinano, poco importa però che per produrle si utilizzano centrali a carbone in Cina responsabili del 33% dell’emissione di CO2​ in atmosfera. Questo nessuno lo dice, ma così facendo porta le emissioni dal 7 al 5 per cento. Il primo passo era quello di distruggere il settore siderurgico, il prossimo sarà quello di distruggere quello dell’agricoltura. Siderurgia e agricoltura erano già nel mirino.”

Il commento del sindaco Ferrari: concretezza di investimenti e rilancio 

Il sindaco Francesco Ferrari ha accolto con grande enfasi la decisione del Governo, concentrandosi sull’importanza pratica e immediata del riconoscimento istituzionale:

«Il riconoscimento dell’interesse strategico nazionale che c’è stato formalmente ieri nel Consiglio dei ministri non è solo motivo di soddisfazione ma è la dimostrazione di una forte attenzione il governo sui territori. In modo particolare è uno strumento concreto e pratico per fare in modo che soggetti come quello di Metinvest Adria diventino nel più breve tempo possibile realtà».

Ferrari ha sottolineato che l’interesse primario dell’amministrazione è la concretezza degli effetti sul territorio:

«A noi poco interessano le declinazioni di prospettiva di cui Piombino ha fatto tesoro già per tanti anni. A noi interessano la concretezza, gli investimenti, il ritorno occupazionale e il ritorno economico, non solo per quell’azienda che verrà a investire oltre tre miliardi di euro sul territorio, ma anche per tutte quelle aziende che lavoravano nella fabbrica indirettamente attraverso l’indotto e che sono state schiacciate da una crisi che nessuno, fino ad oggi, aveva mai governato. Sapere che ci sono un ministro e un governo che prestano attenzione concreta ai rilanci economici dei territori, in questo caso il rilancio siderurgico, è un motivo di vanto».

Sinergia tra industria, turismo e ambiente

Il sindaco ha poi parlato della possibile coesistenza tra l’industria moderna e altre forme economiche, in particolare il turismo:

«Siamo tranquilli che il governo farà il possibile e nel piccolo anche l’amministrazione comunale che crede fortemente a quel connubio, a quella coesistenza possibile tra un’industria moderna e altre forme economiche, come per esempio il citato turismo. Quel binomio che era solo casuale in passato, che era solo frutto di una coincidenza, perché nonostante la fabbrica, il mare di Piombino e le bellezze di Piombino erano tali da attirare turisti, oggi può diventare un connubio solido, pianificato, pensato grazie a una fabbrica lontana dalla città e grazie a un investimento tecnologico della fabbrica che è al passo con i tempi. Per questo, permettetemi, la presenza di un’azienda italiana all’avanguardia nel mondo che si chiama Danieli è una garanzia».

Infine, Ferrari ha legato il rilancio siderurgico al risanamento ambientale:

«Il rilancio siderurgico paradossalmente porta con sé anche un risanamento ambientale, un miglioramento delle condizioni ambientali di un territorio che tanto ha sofferto ambientalmente. Questa amministrazione crede fortemente in questo progetto, ecco perché questa amministrazione però non abbasserà la guardia, starà vigile affinché questo progetto segua i crismi dell’ambientalmente compatibile ed ecco perché non possiamo cantare vittoria oggi. Quello di oggi è un passetto in avanti importante, indubbiamente, perché la presenza di un futuro commissario accelererà quei percorsi, ma potremo festeggiare solo quando la produzione di un acciaio green tornerà a essere certezza a Piombino».

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