Piombino, 31enne trovato morto in casa: nessuna ipotesi esclusa | MaremmaOggi Skip to content

Piombino, 31enne trovato morto in casa: nessuna ipotesi esclusa

La vittima è Mattia Giorgi, figlio di un noto imprenditore. Comunità sotto shock. Scientifica nella casa, sta prendendo campo l’ipotesi di una morte violenta. In casa c’erano anche tre pitbull
Mattia Giorgi e i carabinieri nell'abitazione del giovane in via Dalmazia a Piombino
Mattia Giorgi e i carabinieri nell’abitazione del giovane in via Dalmazia a Piombino

PIOMBINO. Tragedia nella mattinata di oggi a Piombino, dove un uomo di 31 anni è stato trovato morto nel suo appartamento nel centro della città.

La scoperta è avvenuta intorno alle ore 11 di questa mattina, giovedì 26 marzo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Piombino, che hanno immediatamente avviato gli accertamenti per chiarire quanto accaduto.

Al momento non viene esclusa alcuna ipotesi. Ma sul posto ci sono gli uomini della scientifica e gli amici all’esterno dicono che il giovane sarebbe stato ucciso. Sul posto c’è anche il sostituto procuratore Giuseppe Rizzo.

Ma potrebbe anche avere avuto un malore e, dopo la morte, il cadavere potrebbe essere stato in balia dei tre cani che erano in casa, tutti pitbull.

In casa c’erano numerose tracce di sangue. 

Il pm Giuseppe Rizzo sul posto
Il pm Giuseppe Rizzo sul posto

La vittima è Mattia Giorgi

La vittima si chiamava Mattia Giorgi, 31 anni, molto conosciuto in città. Aveva frequentato l’Ipsia a Piombino. Era figlio di Massimo Giorgi, socio della Giorgi Vernici, storica attività locale.

In segno di lutto, il colorificio è rimasto chiuso.

Il dolore di familiari e amici

Fin dalle prime ore della mattinata, familiari e amici si sono radunati sotto l’abitazione del giovane, in attesa di notizie e per stringersi nel dolore.

La notizia si è diffusa rapidamente in città, suscitando sgomento e cordoglio.

Carabinieri e amici davanti all'abitazione del giovane, in via Dalmazia
Carabinieri e amici davanti all’abitazione del giovane, in via Dalmazia

Il passato e le vicende giudiziarie

Mattia Giorgi aveva un allevamento di pitbull. In passato era finito nei guai per una piantagione di marijuana.

All’epoca si era difeso sostenendo che si trattasse di canapa a basso dosaggio, destinata a uso terapeutico.

Accertamenti in corso

Le forze dell’ordine stanno lavorando per ricostruire le ultime ore di vita del 31enne e chiarire le cause del decesso. Gli uomini della scientifica sono nella casa di via Dalmazia, dove il giovane viveva da alcuni mesi, a fare i rilievi. In casa c’erano tre cani. I pitbull sono stati trovati rinchiusi e sono stati recuperati dai volontari dell’Allegra Compagnia

Nella zona ci sono anche alcune telecamere, che potrebbero aiutare a ricostruire le ultime ore.

Pare che il giovane non rispondesse al telefono al padre da ieri sera. L’uomo, stamani, è andato a sporgere denuncia e poi è stata trovata la salma. La madre sta rientrando dalla Spagna.

Ulteriori sviluppi sono attesi nelle prossime ore. La salma intanto è stata rimossa. Sarà portata a Livorno, autopsia probabilmente all’inizio della prossima settimana.

Gli addetti alla rimozione della salma
Gli addetti alla rimozione della salma
La salma viene portata a Livorno
La salma viene portata a Livorno

Nonostante la salma fosse stata portata via, amici e familiari sono rimasti lì, immobili in strada, stretti in un muto sostegno reciproco. In quel vuoto colmo di dolore è arrivata Fiammetta, la pitbull di Mattia: il gruppo si è subito raccolto intorno a lei, cercando conforto in una carezza.

La cagnolina, però, riusciva a stento a camminare; tremava visibilmente, scossa dal trauma di una notte passata chiusa in una stanza, mentre a pochi metri da lei, oltre una porta o, forse, proprio davanti ai suoi occhi, si consumava la tragedia. 

Uno dei cani di Mattia con parenti e amici
Fiammetta, uno dei cani di Mattia, con parenti e amici in un momento di raccoglimento

Le ombre sul caso 

Restano ora i dubbi, pesanti come macigni. Mattia era solo in casa? C’era qualcuno con lui in quegli istanti fatali? E se c’era, si trattava di un volto amico? Domande che scavano nel mistero, alimentate da un dettaglio inquietante: chi avrebbe mai avuto il coraggio di introdursi in un appartamento sorvegliato da ben tre pitbull?

A tutte queste domande solo l’autopsia il prossimo martedì e la visione delle immagini della videosorveglianza potranno dare una risposta.

Tra le tante incognite che avvolgono la vicenda, resta ferma un’unica, accorata richiesta da parte dei familiari: quella di portare rispetto. In un momento così drammatico, chiedono che il silenzio e la decenza prevalgano, per onorare il dolore per la perdita prematura di una giovane vita umana.

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