GROSSETO. La porta della cella si è aperta lunedì, al termine di un’udienza breve ma decisiva. Dopo quasi cinque mesi trascorsi nel carcere di Grosseto, Firas Otay, 19 anni, di origini tunisine, è tornato libero.
A stabilirlo è stato il giudice per l’udienza preliminare Giuseppe Coniglio che, all’esito del processo celebrato con rito abbreviato, ha condannato il giovane a un anno e 8 mesi di reclusione, concedendo la sospensione condizionale della pena. Una decisione che, di fatto, ha segnato la fine della detenzione iniziata il 12 novembre scorso.
La condanna e la scarcerazione
Il procedimento si è svolto nell’aula del gup del tribunale di Grosseto nella mattinata di lunedì 30 marzo. Il sostituto procuratore Carmine Nuzzo aveva chiesto una condanna ben più pesante: 4 anni e 4 mesi.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Giulio Parenti del foro di Pisa, ha invece puntato sulle attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti e sul riconoscimento del minimo della pena.
Il giudice ha accolto, almeno in parte, questa impostazione, riducendo sensibilmente la richiesta dell’accusa. Determinante anche il periodo già trascorso in carcere: circa cinque mesi di custodia cautelare sono stati considerati come pena già scontata.
Il pestaggio sotto casa
I fatti risalgono alla notte del 1° ottobre scorso, quando l’avvocato Andrea Fabbri fu aggredito sotto la propria abitazione.
Un pestaggio violento e improvviso, che aveva portato all’arresto del giovane poco più di un mese dopo, il 12 novembre. L’accusa contestata è quella di lesioni personali.
Da allora Otay era rimasto detenuto nel carcere di Grosseto, in attesa che il procedimento arrivasse a una definizione.
La scelta del rito abbreviato ha consentito di arrivare rapidamente alla sentenza, evitando il dibattimento. Una strategia difensiva che, come spesso accade, ha portato a uno sconto di pena significativo rispetto alle richieste della procura.
Il risarcimento in sede civile
Resta ora aperto il capitolo del risarcimento. Il giudice ha infatti rimesso la questione davanti al giudice civile, che dovrà quantificare il danno subito dall’avvocato Fabbri.
Un passaggio che potrebbe riaprire la vicenda sotto il profilo economico, anche se sul piano penale il caso può dirsi ormai chiuso.



