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Pastasciutta resistente, il Viminale dà ragione al Comune

Il diniego del Comune, la sanzione da 50 euro e l’intervento della prefettura: tutti i passaggi della vicenda ricostruiti dal ministero dell’Interno
La pastasciutta resistente all’Idroscalo

ORBETELLO. La tanto attesa risposta del ministero dell’Interno sulla vicenda della spaghettata antifascista organizzata dall’Anpi a Orbetello il 25 aprile, è finalmente arrivata.

Il Viminale, dopo aver ricostruito tutta la vicenda, dà ragione al Comune di Orbetello: l’azione delle istituzioni locali si è svolta nel quadro della normativa vigente.

La risposta ministeriale chiarisce ruoli, tempi e decisioni assunte da Comune, polizia municipale e prefettura, spiegando anche perché l’evento non sia stato autorizzato come richiesto.

La richiesta di Anpi e la Scia presentata

Nella relazione del senatore Dario Parrini, del Gruppo Partito Democratico e Italia Democratica e progressista, il 26 marzo 2025 l’Anpi di Grosseto aveva chiesto al Comune di Orbetello la concessione di un’area pubblica in via Guglielmo Marconi, con l’obiettivo di organizzare il 25 aprile una «spaghettata antifascista».

Per l’iniziativa era stata presentata una segnalazione certificata di inizio attività (Scia) relativa a una manifestazione temporanea di pubblico spettacolo e intrattenimento, con un massimo previsto di 200 partecipanti.

Il diniego del Comune di Orbetello

L’amministrazione comunale ha però ritenuto che l’iniziativa avesse una prevalente connotazione politica, evidenziando che l’area richiesta era stata finora concessa solo per eventi sportivi, turistici o culturali.

La giunta comunale, il 24 aprile, ha quindi deliberato l’insussistenza dei presupposti per la concessione dell’uso pubblico dell’area, richiamando il regolamento comunale sul patrimonio e sul demanio.

A seguito della decisione politica, l’ufficio edilizia e patrimonio del Comune ha emesso un provvedimento formale di diniego, notificato direttamente all’Anpi e trasmesso anche alla polizia municipale e alla questura. Di conseguenza, la Scia presentata è stata considerata annullata.

Il 25 aprile e l’intervento della polizia municipale

La mattina del 25 aprile, la polizia municipale ha comunque riscontrato l’avvio delle operazioni di allestimento nell’area interessata, con il montaggio di gazebo, tavoli, sedie e attrezzature musicali.

A quel punto è stato notificato al presidente dell’Anpi un provvedimento di divieto limitato alle attività di intrattenimento musicale e di somministrazione, che richiedevano l’occupazione del suolo pubblico. Il divieto non riguardava invece la semplice aggregazione delle persone e gli interventi commemorativi della Festa della Liberazione.

Nel pomeriggio, dagli accertamenti è emerso che l’area era stata comunque utilizzata secondo le modalità indicate nella Scia, nonostante il diniego.

La sanzione da 50 euro

Per questo motivo, la polizia municipale ha emesso un verbale di accertamento con una sanzione amministrativa di 50 euro nei confronti del presidente dell’Anpi di Grosseto per occupazione non autorizzata di suolo pubblico. La somma risulta regolarmente pagata.

Il ministero sottolinea che, al di là dell’episodio specifico, le celebrazioni del 25 aprile si sono svolte regolarmente, senza criticità per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Le celebrazioni ufficiali e il ruolo della prefettura

Nel Comune di Orbetello, come ricostruito dalla Prefettura di Grosseto, si sono tenute due celebrazioni ufficiali: una in piazza del Plebiscito, alla presenza del sindaco, e una a Talamone, con il vicesindaco. Entrambe si sono svolte nel rispetto del clima di sobrietà legato al lutto nazionale per la morte di papa Francesco.

Il presidente dell’Anpi è stato formalmente invitato dal sindaco e ha partecipato alla cerimonia ufficiale.

Parallelamente, la prefettura ha avviato un’attività informale di interlocuzione tra le parti coinvolte, con l’obiettivo di verificare la possibilità di una soluzione condivisa e ridurre le tensioni emerse.

Il chiarimento del ministero dell’interno

Nella risposta agli interroganti parlamentari, il ministero dell’interno ribadisce che l’azione delle istituzioni locali si è svolta nel quadro della normativa vigente, ricordando che il Viminale vigila sulla corretta applicazione delle regole in materia di manifestazioni pubbliche e festività nazionali, in collaborazione con gli enti locali.

Una ricostruzione che, nero su bianco, chiarisce passaggi e responsabilità di una vicenda che ha acceso il dibattito politico ben oltre i confini della Maremma.

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