GROSSETO. La Pasqua è alle porte e da settimane gli scaffali di supermercati e negozi sono pieni di uova di cioccolato e colombe, i dolci simbolo di questo periodo. Ma quest’anno, più che mai, a far discutere sono i prezzi.
Cacao in calo, ma il cioccolato no
Se da un lato il prezzo del cacao è diminuito del 20% rispetto all’anno scorso, dall’altro il costo al dettaglio delle uova di Pasqua è rimasto invariato o addirittura in aumento.
Un apparente paradosso che si spiega con le dinamiche della filiera: il cacao utilizzato per le uova di Pasqua 2026 è stato acquistato mesi fa, quando le quotazioni erano ancora ai massimi storici. Le aziende stanno quindi utilizzando scorte comprate a prezzi record tra il 2024 e la prima metà del 2025, senza poter applicare i ribassi attuali.
Uova sempre più care: fino a 77 euro al chilo
Secondo un’analisi del Codacons sull’andamento dei prezzi al dettaglio dei dolci pasquali, nel 2026 un uovo di cioccolato industriale può superare i 77 euro al chilo, contro i 70 euro del 2025.
A seconda di dimensioni, marca e fascia di prodotto, i prezzi nella grande distribuzione oscillano tra i 7 e i 22 euro a confezione. Chi preferisce il cioccolato artigianale deve invece mettere in conto tra i 30 e i 40 euro, mentre per le uova gourmet si superano tranquillamente i 100 euro al pezzo.
Logistica e tensioni internazionali pesano sui prezzi
A incidere sono anche fattori strutturali. Secondo Federconsumatori, il prezzo finale è influenzato dalle tensioni sulla catena logistica internazionale, legate anche all’instabilità geopolitica in Medio Oriente.
A questo si aggiunge la spinta speculativa tipica delle festività, un fenomeno che l’associazione invita a monitorare con maggiore attenzione.
Colombe: rincari più contenuti
Leggermente migliore la situazione per le colombe, che registrano aumenti più contenuti: circa il +3% per i modelli classici industriali, con prezzi compresi tra 5,40 e 15,90 euro, mentre quelle farcite restano più care, tra 8,50 e 19,90 euro.
Nel complesso, il mercato dei dolci pasquali in Italia vale oltre 600 milioni di euro l’anno, a conferma di un settore centrale per l’industria alimentare.
La risposta: colomba fatta in casa: la ricetta di Giuliani
Di fronte ai rincari, cresce anche l’interesse per le preparazioni domestiche. Ma realizzare una colomba in casa non è semplice, come spiega il pasticcere Nico Giuliani: si tratta di un procedimento lungo e tecnico, che richiede più fasi di lavorazione e lievitazione.
Per esempio l’impasto va fatto più volte.
Ingredienti per la Colomba
- Farina 500 grammi
- burro (forte) 120/180 grammi
- zucchero 130 grammi
- 3-4 tuorli
- 15 grammi lievito madre o fresco
- canditi.
Preparazione
Mettere nella biga 100 cc di acqua tiepida, il lievito sbriciolato e 150 grammi di farina. Il panetto ricavato, va inciso sulla superficie, anche a croce, e va messo a bagno in un contenitore a chiusura ermetica, coperto con dell’acqua tiepida, lasciandolo lievitare per 30 minuti circa (il panetto raddoppierà il suo volume e salirà a galla).
Aggiungere in un recipiente la farina 350 grammi, lo zucchero, i tuorli, il latte, 100 grammi di burro morbido, il sale, l’aroma di vaniglia e le bucce grattugiate degli agrumi. Sgocciolare bene la biga (che nel frattempo sarà lievitata) e aggiungerla all’impasto nel boccale. Lasciare lievitare per circa 1 ora nel recipiente.
Aggiungere nel boccale 50 grammi di burro morbido. Quindi lasciare lievitare ancora per 4 ore (o fino al raddoppio).
Aggiungere nel boccale 50 grammi di burro morbido e i canditi.
Per la Colomba
Travasare l’impasto del boccale nello stampo per colomba (da 1 kg) e metterlo a lievitare in forno spento per almeno 2 ore, l’impasto dovrà arrivare quasi al bordo dello stampo. Preparazione della glassa Mettere in un recipiente lo zucchero e gli albumi.
Cospargere la superficie della colomba con la glassa del boccale e spolverare con la granella di zucchero e le mandorle pelate intere.
Infornare in forno statico preriscaldato a 180° per 10 minuti. Abbassate poi a 170° e continuare per altri 40 minuti.
Sfornare e, con attenzione, infilzare alla base con due spiedi lunghi (o due ferri da maglia) e capovolgere per far raffreddare senza sgonfiarsi.




