GROSSETO. Con l’avvicinarsi della Pasqua 2026 torna al centro il valore dell’artigianato dolciario italiano, un settore che unisce qualità, tradizione e identità territoriale. Un patrimonio che trova espressione concreta anche nella provincia di Grosseto, dove le imprese rappresentano un punto di riferimento per le comunità locali.
«Le nostre imprese – dichiara Mauro Ciani, segretario generale di Confartigianato Imprese Grosseto – rappresentano un presidio fondamentale di qualità e tradizione per il territorio. I dolci pasquali artigianali non sono solo prodotti, ma raccontano storie, competenze e identità locali. Anche in provincia di Grosseto vediamo ogni giorno il valore di queste attività, capaci di innovare restando fedeli alla tradizione».
Un settore strategico tra qualità e tradizione
A livello nazionale, il comparto della pasticceria e produzione dolciaria conta circa 53mila imprese, di cui oltre 37mila artigiane (69,6%).
Un sistema che si riflette anche nella grande varietà dell’offerta: sono 1.699 i prodotti della tradizione, tra pasticceria, panetteria, biscotteria e confetteria, a conferma della ricchezza del patrimonio gastronomico italiano.
Il comparto dolciario in provincia di Grosseto
Nel territorio grossetano il settore dolciario mostra numeri significativi e un forte radicamento artigiano.
- 127 imprese dolciarie, di cui 93 artigiane (73,2%);
- 93 pasticcerie, con 53 attività artigiane (57%);
Complessivamente, il settore arriva a 220 imprese, di cui 146 artigiane (66,4%).
Un sistema diffuso che garantisce qualità, occupazione e presidio del territorio, soprattutto nei centri più piccoli, dove queste attività rappresentano un punto di riferimento per la comunità.
Le criticità: personale e aumento dei costi
Accanto ai punti di forza, emergono però criticità importanti anche per le imprese maremmane.
La principale riguarda la difficoltà nel reperire personale qualificato: nel 2025 oltre la metà delle figure richieste tra pasticceri e panettieri risulta difficile da trovare (56%), dato rilevante anche in Toscana (55,2%).
A questo si aggiungono le tensioni sui costi delle materie prime, con aumenti significativi:
- cacao +17%;
- caffè +12,9%;
- cioccolato +6,8%.
Restano inoltre le preoccupazioni legate al possibile aumento dei costi energetici, che rischiano di incidere sulla sostenibilità delle imprese.
Confartigianato: «Servono interventi concreti»
«È necessario affrontare con decisione le criticità che il settore sta vivendo – aggiunge Ciani – dalla carenza di personale qualificato all’aumento dei costi di materie prime ed energia. Servono strumenti concreti per sostenere le imprese e valorizzare il lavoro artigiano».
Confartigianato Grosseto ribadisce quindi l’importanza di politiche mirate che favoriscano:
- formazione;
- ricambio generazionale;
- stabilità dei costi.
L’obiettivo è garantire continuità a un settore strategico per l’economia locale e per l’identità della Maremma, soprattutto in occasione della Pasqua, dove tradizione e qualità restano protagoniste sulle tavole.





