Partecipate di Grosseto nel mirino della Corte dei conti: Sistema al centro dell’adunanza pubblica | MaremmaOggi Skip to content

Partecipate di Grosseto nel mirino della Corte dei conti: Sistema al centro dell’adunanza pubblica

La Corte dei conti ha rilevato numerose criticità nel piano di revisione delle partecipazioni societarie del Comune di Grosseto e ha disposto il deferimento in adunanza pubblica, fissata per il 29 gennaio
La Corte dei Conti ha trovato molte criticità nella gestione delle partecipate da parte del Comune di Grosseto
La Corte dei Conti ha trovato molte criticità nella gestione delle partecipate da parte del Comune di Grosseto

GROSSETO. La Corte dei conti – Sezione regionale di controllo per la Toscana – ha acceso un faro sul sistema delle partecipazioni societarie del Comune di Grosseto, rilevando una serie di criticità strutturali nel piano di revisione ordinaria approvato con deliberazione del consiglio comunale n. 141/2024.

La lettera è arrivata in Comune poco prima di Natale ma, finora, è rimasta chiusa nel palazzo di piazza Duomo.

Il giudizio complessivo è severo: motivazioni generiche, razionalizzazioni rinviate da anni, analisi carenti sui costi, obiettivi assegnati in modo non coerente con la legge. Per questo la magistratura contabile ha chiesto che la vicenda venga discussa in adunanza pubblica, aprendo la strada a una possibile pronuncia formale.

Al centro delle osservazioni emerge soprattutto Sistema srl, società interamente controllata dal Comune, ma le criticità riguardano l’intero perimetro delle partecipate.

Sistema srl, il fulcro del sistema sotto osservazione

Sistema srl è la società più rilevante e più problematica del quadro delineato dalla Corte dei conti. È interamente partecipata dal Comune, opera in house providing e gestisce una pluralità di servizi pubblici locali strategici.

La Corte non contesta l’esistenza della società, ma il modo in cui viene governata, finanziata e controllata.

Affidamenti lunghissimi e senza reali giustificazioni

Il primo rilievo riguarda la durata degli affidamenti.

A Sistema sono stati assegnati servizi con scadenze eccezionalmente estese: parcheggi: concessione di 30 anni (2005–2035), servizi cimiteriali e lampade votive: 30 anni (2022–2051), manutenzione del verde pubblico: 15 anni e illuminazione pubblica: 10 anni.

Secondo la Corte, non emergono investimenti tali da giustificare periodi così lunghi. In assenza di motivazioni tecniche ed economiche puntuali, affidamenti di questo tipo rischiano di cristallizzare l’assetto gestionale, ma anche di ridurre la possibilità di verifica periodica e, infine, limitare l’apertura al mercato.

Una scelta ritenuta non coerente con i principi di proporzionalità e concorrenza.

Fra l’altro il Comune sta per affidare a Sistema anche il servizio di ispezione ambientale, cioè la vigilanza sul conferimento dei rifiuti e sul decoro urbano. Se ne parlerà già lunedì 26 gennaio in commissione consiliare.

Parcheggi: il servizio che regge tutto il sistema

Il nodo più delicato riguarda il servizio parcheggi, che rappresenta la vera leva economica di Sistema.

Nel 2023 il servizio ha prodotto un margine positivo di oltre 618 mila euro, in crescita rispetto agli anni precedenti. Tuttavia, a fronte di questo margine, il Comune incassa solo il canone concessorio (35 mila euro annui), mentre i i ricavi tariffari restano interamente a Sistema. Infine gli utili vengono utilizzati per coprire le perdite di altri servizi, in particolare quelli cimiteriali.

La Corte ricorda che i proventi dei parcheggi su suolo pubblico sono vincolati per legge a specifiche finalità e che questo vincolo non può essere aggirato nemmeno attraverso una società in house.

L’utilizzo indistinto degli utili dei parcheggi per sostenere altri servizi viene indicato come criticità rilevante, perché rischia di configurare un uso improprio delle entrate.

Servizi in house e ricognizione incompleta

Altro rilievo riguarda la ricognizione dei servizi pubblici locali affidati a Sistema.

Secondo la Corte, infatti, non tutti i servizi affidati risultano censiti in modo completo, alcuni affidamenti di lunga durata non sono analizzati nel dettaglio e mancano valutazioni puntuali su costi, ricavi e sostenibilità dei singoli servizi.

Questo limita la trasparenza e rende più debole il controllo del socio pubblico.

Costi di funzionamento e personale

Nel 2023 il costo del personale di Sistema aumenta, ma il Comune considera comunque raggiunto l’obiettivo di contenimento.

La Corte contesta il metodo: l’obiettivo viene ritenuto conseguito attraverso l’esclusione di alcune voci di spesa (aumenti contrattuali, nuove assunzioni), senza un chiaro fondamento normativo.

Manca inoltre un’analisi strutturata dei costi di funzionamento, indispensabile per valutare l’effettiva efficienza della società.

Governance e Cda: un controllo pubblico indebolito

Il tema più delicato è quello della governance.

La Corte non entra nel merito dei singoli componenti del consiglio di amministrazione, ma mette in discussione il quadro in cui il Cda opera.

I rilievi principali riguardano gli obiettivi strategici, che sono assegnati dalla giunta, non dal consiglio comunale e spesso a metà esercizio. Infine le società partecipate hanno un ruolo rilevante nella definizione degli obiettivi.

Questo schema, secondo la Corte, svuota il ruolo di indirizzo e controllo del consiglio comunale e riduce l’efficacia del controllo pubblico.

In questo contesto, anche il Cda di Sistema si muove con indirizzi tardivi e poco stringenti, rafforzando il rischio di una gestione autoreferenziale.

Farmacie comunali riunite spa

È forse la partecipata che ha funzionato (e funziona) meglio, la cui parte privata sta cedendo il proprio 49% a Apoteca Natura (gruppo Aboca). Anche se qualche rilievo anche qui non manca.

Per la società che gestisce le farmacie comunali, la Corte rileva incrementi del costo del personale, motivazioni solo parziali (rinnovo contrattuale) e l’assenza di un’analisi approfondita sui costi di funzionamento.

Il Comune viene invitato a una valutazione più rigorosa, soprattutto alla luce degli obiettivi formalmente assegnati.

Rama spa: razionalizzazione rinviata da anni

Per Rama spa la Corte prende atto che le azioni di risanamento sono previste da tempo, ma non hanno prodotto risultati strutturali.

I piani industriali vengono riproposti quasi identici, con continui rinvii dei termini. Una situazione che, secondo i magistrati contabili, rischia di svuotare di significato l’obbligo di razionalizzazione.

Grosseto Fiere spa

Situazione analoga per Grosseto Fiere, dove le azioni di rilancio vengono reiterate senza un effettivo cambio di passo. Anche qui la razionalizzazione viene rinviata, senza una verifica puntuale dei risultati.

Coseca srl in liquidazione

La Corte segnala ritardi significativi nella chiusura della liquidazione. Un prolungamento eccessivo, sottolineano i giudici contabili, è in contrasto con la funzione stessa della procedura liquidatoria e con i principi di riduzione della spesa pubblica.

Le altre partecipate: mantenimenti poco motivati

Per Acquedotto del Fiora, Gergas, Marina di San Rocco e NetSpring, la Corte contesta soprattutto la debolezza delle motivazioni che hanno portato al mantenimento delle partecipazioni, spesso basate su formule standard e prive di un’analisi concreta di costi, benefici e alternative.

Perché la Corte dei conti convoca l’adunanza pubblica

Le criticità rilevate dalla Corte dei conti – Sezione regionale di controllo per la Toscana non vengono considerate marginali né meramente formali. Proprio per questo i magistrati contabili hanno disposto il deferimento della vicenda all’esame collegiale, fissando una adunanza pubblica per il 29 gennaio 2026, alle ore 11.

Si tratta di un passaggio tutt’altro che automatico. L’adunanza pubblica viene convocata quando, al termine dell’istruttoria, emergono profili di criticità tali da richiedere un confronto diretto con l’ente controllato, anche in vista di una possibile pronuncia specifica di accertamento.

Nel caso del Comune di Grosseto, la Corte motiva la convocazione con una pluralità di elementi, fra i quali la genericità delle motivazioni alla base del mantenimento delle partecipazioni, i ritardi reiterati nell’attuazione delle razionalizzazioni già decise negli anni precedenti, le analisi carenti sui costi di funzionamento e sul personale, la criticità nella governance e nell’assegnazione degli obiettivi alle società controllate, le ricognizioni incomplete dei servizi pubblici locali e la gestione problematica di Sistema srl, in particolare per quanto riguarda affidamenti, parcheggi e controllo pubblico.

La Corte ha inoltre chiesto al Comune di far pervenire eventuali controdeduzioni entro il 19 gennaio 2026, con la possibilità di partecipare all’adunanza attraverso propri rappresentanti.

Un passaggio che può produrre effetti concreti

L’adunanza pubblica non è una semplice formalità. In quella sede, la sezione potrà confermare integralmente i rilievi, chiedere interventi correttivi puntuali o adottare una pronuncia di accertamento, che obbligherebbe l’ente a rivedere scelte, procedure e assetti.

In particolare, il sistema delle partecipate — e Sistema srl in primis — potrebbe essere chiamato a una revisione profonda, sia sul piano della governance sia su quello degli affidamenti e della gestione economica.

Il 29 gennaio 2026 diventa quindi una data chiave: non solo per il Comune di Grosseto, ma per l’intero modello di gestione dei servizi pubblici locali costruito negli ultimi anni. Da quell’adunanza potrebbe emergere l’obbligo di cambiare rotta, dopo una lunga stagione di rinvii e scelte mai davvero rimesse in discussione.

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati

© 2021 PARMEDIA SRL – Via Cesare Battisti 85, 58100 – Grosseto – P.I.V.A. 01697040531
Tutti i diritti riservati.