GROSSETO. È durissimo il giudizio della Corte dei conti sulle modalità con cui il Comune di Grosseto gestisce le proprie società partecipate.
Trasparenza, analisi dei costi, reclutamento del personale, utilizzo dei proventi e ruolo del consiglio comunale: sono numerosi i profili critici messi nero su bianco dai magistrati contabili.
La verifica riguarda il piano di razionalizzazione delle partecipate 2024 ed è contenuta in una relazione di circa quaranta pagine, nella quale il termine «criticità» ricorre ventotto volte.
La relazione arrivata a dicembre e mai resa pubblica
Secondo quanto ricostruito da Grosseto Città Aperta, la relazione sarebbe arrivata il 22 dicembre sulla scrivania del sindaco Vivarelli Colonna e dell’assessore alle partecipate Fabrizio Rossi, senza che vi sia stata alcuna comunicazione istituzionale alla cittadinanza.
Un silenzio che riguarda società partecipate attraverso le quali vengono erogati servizi pubblici essenziali: farmacie comunali, parcheggi, servizi cimiteriali, acqua, edilizia popolare, verde pubblico, fiere e trasporto scolastico. Realtà che producono decine di milioni di euro di ricavi ogni anno.
Costi non analizzati e motivazioni generiche
Il primo rilievo della Corte dei conti riguarda la genericità delle motivazioni con cui il Comune di Grosseto giustifica il mantenimento della maggior parte delle partecipazioni societarie.
Manca inoltre una analisi puntuale dei costi di funzionamento delle singole società, anche nei casi in cui tali costi risultano in aumento, in contrasto con l’obiettivo dichiarato di riduzione della spesa pubblica.
Trasparenza e violazioni del Tusp
Ampio spazio è dedicato al tema della trasparenza amministrativa. Secondo i magistrati contabili, diverse società partecipate non hanno pubblicato sui propri siti istituzionali gli obiettivi annuali, limitandosi a documenti parziali in violazione del Tusp, il Testo unico sulle società partecipate.
Una condotta che potrebbe comportare pesanti sanzioni economiche.
Reclutamento del personale sotto accusa
La Corte dei conti contesta inoltre la violazione dei principi di trasparenza, pubblicità e imparzialità nelle procedure di reclutamento del personale.
Tra i casi citati quello delle farmacie comunali, il cui regolamento prevede la pubblicazione dei bandi di selezione per soli quindici giorni, un periodo giudicato inadeguato a garantire un’effettiva conoscibilità delle procedure.
Sistema e i proventi dei parcheggi
Il capitolo più corposo della relazione riguarda Sistema, la pluriconcessionaria di servizi pubblici del Comune. Sotto la lente finisce l’utilizzo dei proventi del servizio parcheggi, che la Corte dei conti definisce «improprio».
Sistema versa al Comune di Grosseto un canone annuo di 35mila euro, ma il servizio produce un risultato positivo compreso tra 500 e 600 mila euro l’anno. Risorse che, secondo i magistrati, vengono utilizzate per coprire le perdite di altri servizi, mentre il Codice della strada impone di destinarle al miglioramento della mobilità urbana e delle strade cittadine.
Il caso del consiglio di amministrazione
Rilievi anche sulla trasformazione di Sistema da società con amministratore unico a società con consiglio di amministrazione.
Una scelta assunta con decreto del sindaco, contestata dalle opposizioni e giudicata dalla Corte dei conti sorretta da motivazioni generiche, con la previsione di compensi agli amministratori superiori ai limiti di legge.
Il ruolo del consiglio comunale svuotato
Secondo Grosseto Città Aperta, l’aspetto più grave riguarda la violazione delle competenze del consiglio comunale, progressivamente esautorato delle funzioni di indirizzo e controllo sulle società partecipate.
Un’impostazione rafforzata dal nuovo regolamento per il controllo delle partecipate, fortemente voluto dall’assessore Rossi, che accentra i poteri nella giunta comunale. La Corte dei conti parla di «scarsa incisività» politica e di un ruolo prevalente delle società partecipate nella definizione degli obiettivi strategici, con l’amministrazione ridotta a semplice firma-carte.
Convocazione il 29 gennaio
Il Comune di Grosseto è stato convocato davanti alla Corte dei conti il 29 gennaio per presentare le proprie controdeduzioni, che ad oggi non sono state rese pubbliche nonostante una richiesta di accesso agli atti.
«Qualunque sarà l’esito del procedimento – conclude il capogruppo Carlo De Martis – un fatto di questa portata avrebbe dovuto essere immediatamente comunicato ai cittadini».



