GROSSETO. Dopo le polemiche seguite all’inaugurazione del parco del Diversivo, arriva la replica dell’assessore allo sport Fabrizio Rossi, che chiarisce lo stato dell’opera e conferma la realizzazione del playground per il basket.
«Il parco non è completamente finito – spiega Rossi –. È stata aperta la parte che avevamo concluso, ma il parco nel suo complesso deve ancora essere completato».
«Il playground è previsto, ma servirà più tempo»
Secondo l’assessore, l’assenza del playground nella fase inaugurata non significa che il progetto sia stato accantonato. «Le aree per il playground sono già individuate – sottolinea – ma non sono previste nello spazio appena aperto».
La nuova area sportiva sorgerà infatti davanti alla sede della Uisp, fra viale Europa e via Bulgaria, una zona distinta rispetto a quella già accessibile al pubblico.
«Ti confermo che il playground ci sarà – aggiunge Rossi –. Sarà strutturato con un campo cinque contro cinque e un tre contro tre».
Illuminazione e servizi ancora da progettare
L’assessore chiarisce anche i motivi dei tempi più lunghi. «I giochini erano pronti e l’area di cantiere di quella parte era conclusa, per questo abbiamo aperto il parco. Il playground richiede invece ulteriori passaggi».
Fra questi rientrano la progettazione dell’illuminazione e l’organizzazione dei servizi. «Dovremo studiare anche l’illuminazione – spiega – e, in base all’uso dell’area, valutare il potenziamento dei cestini e delle dotazioni».
Un parco in evoluzione
La replica dell’assessore punta quindi a ridimensionare le critiche, ribadendo che l’inaugurazione non rappresenta il completamento definitivo dell’opera. «È finita la parte che abbiamo aperto – ribadisce – ma il parco nel suo complesso non è ancora concluso».
Una precisazione che riapre il dibattito sul cronoprogramma degli interventi e sulle tempistiche per la realizzazione del playground, considerato da molti un elemento centrale per rendere il parco davvero vissuto, soprattutto dai giovani.
La speranza è che la prossima inaugurazione sia l’ultima. A opera conclusa. C’è tempo fino al 30 giugno di quest’anno.



