GROSSETO. Quando viene meno il rispetto delle persone e delle regole civili, diventa necessario intervenire per tutelare tutti, non soltanto chi vive una condizione di disabilità . A maggior ragione in un luogo come l’ospedale Misericordia di Grosseto, che dovrebbe essere uno spazio sicuro, accogliente e improntato alla cura e alla protezione delle persone.
È da questo presupposto che nasce la presa di posizione del Garante della disabilità del Comune di Grosseto, che denuncia una grave e persistente mancanza di rispetto degli stalli riservati alle persone con disabilità nel parcheggio dell’ospedale.
«Situazione ormai inaccettabile»
La situazione viene definita senza mezzi termini inaccettabile. La maggior parte degli stalli riservati risulta infatti occupata abusivamente da veicoli sprovvisti di regolare contrassegno, senza che vi siano controlli efficaci o interventi adeguati.
Una condizione che si ripete quotidianamente e che finisce per penalizzare proprio chi, per motivi di salute o disabilità , ha maggiore bisogno di accessibilità e prossimità ai servizi sanitari.
Non è una cortesia, è un obbligo di legge
Il Garante ricorda che il codice della strada vieta espressamente la sosta negli spazi riservati alle persone con disabilità (articolo 158, comma 2, lettera g) e che l’uso improprio o l’assenza del contrassegno è punita con sanzioni amministrative e la rimozione del veicolo (articolo 188).
«Non si tratta di semplici infrazioni – sottolinea – ma di veri e propri soprusi che limitano diritti fondamentali e incidono direttamente sulla dignità delle persone».
Un richiamo a cittadini e istituzioni
Come Garante della disabilità del Comune di Grosseto, l’appello è rivolto a tutti, cittadini e istituzioni, affinché vi sia un maggiore senso di responsabilità , rispetto delle regole e, soprattutto, rispetto reciproco.
Il corretto utilizzo degli stalli riservati non è un gesto di cortesia o di buona educazione, ma un obbligo di legge e un segno concreto di civiltà .
La richiesta: controlli e interventi tempestivi
La richiesta finale è chiara: un intervento tempestivo e un impegno condiviso per garantire controlli efficaci e impedire che situazioni di abuso si ripetano.
Perché l’ospedale, luogo di cura per definizione, deve restare uno spazio accessibile e rispettoso per tutti, a partire da chi vive una condizione di maggiore fragilità .



