PORTO SANTO STEFANO. Alla fine, la decisione è arrivata. Ed è una di quelle destinate a restare nella storia del Palio Marinaro dell’Argentario.
Il Consiglio di Regata, riunito nella giornata decisiva, ha applicato integralmente l’articolo 48 dello Statuto, senza lasciare spazio a interpretazioni o mediazioni.
La gara del 15 agosto viene dichiarata regolare, ma questo non basta a salvare il risultato finale.
Gara regolare, ma norme chiare
Il punto centrale del verdetto è chiaro: la regata non viene messa in discussione dal punto di vista tecnico o sportivo. Nessuna irregolarità nello svolgimento, nessuna contestazione sulla competizione in acqua.
Ma il Palio non si ferma al cronometro. Le norme antidoping previste dallo Statuto sono state ritenute vincolanti e prevalenti, indipendentemente dalla regolarità della gara.
Applicato l’articolo 48
Ed è qui che scatta la decisione più pesante.
Il Consiglio di Regata ha stabilito che l’articolo 48 è stato rispettato e applicato nella sua interezza, senza deroghe e senza valutazioni di opportunità.
Il responso è netto: Palio assegnato al Rione Fortezza, Rione Valle escluso dal risultato e un anno di squalifica al vogatore coinvolto.
Una scelta che segna uno spartiacque nella storia recente della manifestazione.
Fortezza dal secondo posto alla vittoria
Per la Fortezza, il verdetto ribalta tutto.
Dal secondo posto maturato il 15 agosto alla vittoria ufficiale del Palio, certificata non da una volata finale, ma da una decisione statutaria.
Un trionfo che arriva dopo mesi di attesa, silenzio e tensione, e che inevitabilmente viene vissuto con emozioni forti, contrastanti, profonde.
Niente spirito decoubertiniano
Era chiaro fin dall’inizio: qualunque decisione non sarebbe stata accolta in stile decoubertiniano. E così è stato.
Rioni e tifoserie vivono questo verdetto con il carico emotivo che solo il Palio sa generare. Perché qui non si parla solo di sport, ma di appartenenza, identità, memoria collettiva.
La decisione del Consiglio di Regata chiude ufficialmente una vicenda lunga e complessa, ma apre inevitabilmente una riflessione più ampia. L’applicazione rigorosa dello Statuto e delle norme antidoping manda un messaggio chiaro: le regole vengono prima di tutto, anche quando il prezzo è alto.
Il Palio 2025 ha ora un vincitore ufficiale. E una ferita che, come spesso accade, solo il tempo potrà rimarginare.



