CAMPIGLIA MARITTIMA. Il 9° Palio Carnevalesco, appuntamento ormai storico nel calendario cittadino, quest’anno non si farà.
L’annuncio, arrivato tramite i canali social dell’associazione “Sei Venturinesese“, che da sempre cura l’evento con passione e volontariato, parla di una decisione sofferta ma inevitabile.
Manca la partecipazione
Le parole degli organizzatori non lasciano spazio a interpretazioni: il Palio Carnevalesco tornerà nel 2027.
La causa non è legata a motivi economici o burocratici, bensì a un fattore molto più profondo: la mancanza di adesioni.
«Quando manca la partecipazione, diventa difficile, se non impossibile, portare avanti un’iniziativa che nasce proprio per stare insieme – scrive l’associazione – Speriamo che questa pausa faccia riflettere: una comunità vive solo se ognuno dà il proprio contributo, non solo i soliti noti».
L’obiettivo del Palio, ricordano i volontari, non è mai stato la competizione, ma il desiderio di offrire ai cittadini un’occasione per uscire di casa e sentirsi parte di un gruppo. Un vuoto che, quest’anno, rischia di pesare soprattutto sui più piccoli.
La reazione: l’appello di Alessio Albertoni
Non si è fatta attendere la risposta di chi tiene alla comunità e al divertimento per grandi e piccini. Alessio Albertoni, capogruppo di Cambiamo Futuro, ha affidato a una lettera aperta un accorato appello affinché l’associazione torni sui propri passi, offrendo il proprio sostegno personale e politico.
Albertoni riconosce il peso dell’impegno gratuito e la stanchezza derivante da anni di “burocrazia soffocante”, ma lancia una sfida: ridimensionare per non sparire.
«Forse oggi non serve il Palio perfetto o in grande stile. Serve solo un segnale, un pomeriggio semplice per dire che Venturina non si spegne» sottolinea Albertoni.
Il capogruppo invita i cittadini a non lasciare soli i volontari: «Stavolta permetteteci di tendere la mano noi a voi. Metto a disposizione tempo, energie e idee, e so di non essere l’unico».
La priorità sono i bambini
Al centro resta la tutela del diritto al divertimento per i più piccoli, che nel Carnevale trovano uno dei pochi momenti di pura aggregazione comunitaria.
«Al centro della questione non ci sono i carri allegorici, ma il sorriso dei bambini – chiarisce Albertoni – La vera magia del Carnevale risiede nella semplicità, specialmente per i bambini: a loro bastano una manciata di coriandoli, un po’ di musica e la voglia di stare insieme per passare una giornata piacevole. Non è obbligatorio mettere in piedi sfilate imponenti o carri giganteschi; l’essenziale è creare uno spazio di gioia».
«Per questo, l’idea è quella di puntare su un’animazione coinvolgente. Io stesso mi sono già attivato per contattare professionisti e animatori disponibili a dare il loro contributo. Con la giusta volontà, anche un piccolo gesto può trasformarsi in qualcosa di grande. Ancora è presto per dirlo, personalmente però sto cercando di fare il possibile affinché qualcosa, anche minima, possa essere organizzata».