ISOLA DEL GIGLIO. Con le dimissioni del sindaco Armando Schiaffino e del vicesindaco Guido Cossu, protocollate questa mattina, giovedì 9 aprile, è arrivato anche il pagamento degli stipendi per i 17 dipendenti comunali dell’Isola del Giglio.
Con precisione, il bonifico con lo stipendio del mese di marzo è arrivato ieri, mercoledì 8 aprile, dopo settimane di difficoltà . A denunciare la situazione erano stati i sindacati Cgil e Uil. Quella del Giglio rappresenta un’anomalia rara, forse unica in Italia, per quanto riguarda il pagamento degli stipendi ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche.
Dimissioni ufficiali: «Impossibile lavorare»
Nella comunicazione inviata ai consiglieri comunali, all’assessore esterno, al segretario comunale, al prefetto e alla procura, i vertici dell’amministrazione Schiaffino e Cossuvero hanno spiegato chiaramente le ragioni della loro scelta.
«Il principale motivo di tale decisione è da individuare nella impossibilità , a oltre 20 mesi dalle elezioni, di concretizzare una necessaria riorganizzazione razionale e funzionale di alcuni uffici», si legge nel documento.
Una situazione che, secondo quanto dichiarato, avrebbe compromesso il corretto funzionamento dell’ente, rendendo impossibile proseguire nell’attività amministrativa.
Insomma, la rottura sarebbe stata causata dall’impossibilità di ricucire il rapporto tra alcuni dipendenti e i rappresentanti politici dell’ente. Rapporto che è alla base del funzionamento di un Comune, grande o piccolo che sia.
I due, che oltre alle principali cariche di governo dell’isola detenevano le deleghe a sanità , infrastrutture, lavori pubblici, urbanistica, protezione civile e trasporti (Schiaffino) e a bilancio, demanio, personale, portualità , scuola, formazione e lavoro (Cossu).
Stipendi pagati ai dipendenti comunali
Centrale per i sindacati il ritardo nei pagamenti degli stipendi, avvenuto già per quattro volte dallo scorso ottobre. Un dato che mostra un quadro complessivo di difficoltà , con uffici in affanno e in particolare un ufficio tecnico di fatto paralizzato.
Schiaffino aveva inoltre sottolineato che la gestione degli stipendi è affidata alla Cna di Arezzo e che si sono verificati problemi informatici, aggravati anche da un episodio di allagamento degli uffici.
«Non c’è crisi, i soldi ci sono», aveva affermato l’ormai ex primo cittadino, puntando il dito su aspetti tecnici legati alla gestione dei pagamenti. Secondo Schiaffino, infatti, le procedure non dipendono direttamente dagli uffici comunali, ma da chi gestisce la contabilità .
Ombre su possibili ostruzionismi
Nel testo delle dimissioni emerge anche un passaggio particolarmente delicato. Gli ormai ex amministratori sollevano interrogativi su eventuali comportamenti interni.
«Ci chiediamo se tutto quanto accaduto possa essere interpretato come un atteggiamento di dubbio sulla legittimità delle procedure oppure configurarsi come comportamento di ostruzionismo tale da sconfinare nell’ipotesi di reato di rilevanza penale».
Parole pesanti che aprono scenari potenzialmente rilevanti anche sotto il profilo giudiziario.
Verso il commissariamento
Le dimissioni aprono ora la strada a un possibile commissariamento da parte della prefettura, fino a nuove elezioni che si dovrebbero tenere nella prima finestra elettorale disponibile.
Una scelta che gli stessi dimissionari definiscono necessaria «per consentire successivamente la nomina di un commissario prefettizio» e ristabilire il corretto funzionamento dell’ente.
Armando Schiaffino era stato eletto a giugno 2024, vincendo sull’avversario Walter Rossi.
I ringraziamenti finali
Nonostante il clima difficile, nel documento non mancano i ringraziamenti ai consiglieri della lista di maggioranza, all’assessore esterno e ai dipendenti comunali.
Un riconoscimento rivolto a chi, «pur in un clima di grandi difficoltà », ha continuato a lavorare con responsabilità .
Una crisi senza precedenti
Quello che sta accadendo all’Isola del Giglio rappresenta uno dei momenti più complessi della recente storia amministrativa dell’isola.
Un vero terremoto istituzionale, in parte accompagnato dallo sblocco degli stipendi, che lascia ora spazio a una fase di transizione con l’obiettivo di riportare stabilità e funzionalità alla macchina comunale.



