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Paganico–Sorano, stangata del giudice sportivo

Provvedimenti pesanti dopo la sfida ad alta tensione: sei giornate a Fiorini del Sorano, squalifiche anche per Posa e Ricci. Campionato nella fase decisiva
Il campo sportivo Uzielli di Paganico
Il campo sportivo Uzielli di Paganico

GROSSETO. Le tensioni viste durante la sfida Paganico–Sorano trovano conferma nei provvedimenti ufficiali del giudice sportivo. La gara, già segnata da momenti di alta tensione, lascia ora strascichi pesanti che incideranno sulle prossime settimane di campionato.

Le decisioni disciplinari colpiscono entrambe le squadre e arrivano in una fase delicata della stagione, con i punti che iniziano a pesare in maniera determinante.

Sei giornate a Fiorini, stop fino ad aprile per Posa

Il provvedimento più severo riguarda Fiorini del Sorano, squalificato per sei giornate per offese e minacce rivolte al direttore di gara dopo l’espulsione. Una sanzione lunga che priva la squadra amiatina di un elemento importante nel reparto offensivo.

Stop fino al 12 aprile per Francesco Posa del Paganico, sanzionato per aver afferrato il polso dell’arbitro stringendolo per alcuni secondi, senza procurargli conseguenze fisiche.

Al Sorano arriva anche la squalifica di Ricci, fermato per tre giornate per condotta violenta nei confronti di un avversario durante il match.

Provvedimenti che inevitabilmente cambiano gli equilibri tecnici delle due squadre nel momento cruciale della stagione.

Ammenda al Paganico per irregolarità formale

Oltre alle squalifiche, il Paganico dovrà versare un’ammenda di 140 euro per un’irregolarità legata allo spogliatoio arbitrale. Si tratta di un aspetto formale, distinto dagli episodi avvenuti in campo.

Campionati nella fase decisiva: serve equilibrio

I campionati dilettantistici entrano ora nella fase più delicata. Ogni punto può fare la differenza e ogni episodio può incidere sugli equilibri finali.

Il calcio può essere duro e combattuto, ma non deve oltrepassare i limiti regolamentari. Proprio per questo è necessario richiamare tutti – società, dirigenti e giocatori – a una presa di coscienza collettiva.

Mercoledì sera, allo stadio Uzielli di Paganico, la finale della Coppa Provinciale di Terza categoria ha mostrato l’altra faccia del calcio dilettantistico: grande pubblico, tifo corretto, agonismo sano e spirito sportivo. Una festa dentro e fuori dal campo.

È questo il modello da seguire.

In questo senso, le parole del direttore sportivo del Paganico, Simone Bugelli, vanno nella direzione di una responsabilità condivisa: non girarsi dall’altra parte davanti a determinati atteggiamenti, ma intervenire per evitare che situazioni simili possano ripetersi.

Il calcio dilettantistico resta competitivo e appassionante quando mantiene disciplina, lealtà e rispetto delle regole. Testa fredda e responsabilità: solo così le partite possono restare intense senza trasformarsi in altro.

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