GROSSETO. Da giorni non si parla d’altro che dell’ordinanza del Comune di Grosseto di chiusura anticipata dei negozi che vendono alcolici. Negozi, e non locali, come vogliono specificare gli assessori Bruno Ceccherini (commercio) e Riccardo Megale (sicurezza). L’ordinanza sindacale del primo dicembre entrerà in vigore l’11 dicembre 2025, dieci giorni dopo la pubblicazione all’albo pretorio, e sarà valida per trenta giorni, cioè fino al 10 gennaio 2026, coprendo tutto il periodo delle festività fino alla Befana.
Si tratta di un’ordinanza nata dopo continue violazioni del divieto di vendita di alcolici oltre le 21, un limite già presente nel regolamento comunale e rivolto alle attività che non possiedono la somministrazione.
Dove si applica l’ordinanza
L’efficacia non sarà estesa a tutto il territorio cittadino, ma interesserà esclusivamente l’area compresa tra via Sonnino, via Mameli, piazza Marconi, via Trieste, Aurelia Nord, via della Pace, via Aquileia, via Bengasi, via Battisti, piazza De Maria e via Alfieri.
In questo perimetro la chiusura per le attività coinvolte scatterà ogni giorno dalle 20 alle 5 del mattino successivo, senza eccezioni o fasce orarie intermedie.
Chi deve chiudere e perché nasce la misura
L’ordinanza riguarda solo le attività commerciali di vicinato che svolgono commercio al dettaglio di genere alimentare o misto e che includono la vendita di bevande alcoliche o superalcoliche.
È proprio qui che il Comune individua le violazioni più frequenti: vendita di alcol in orario non consentito, vendita dopo le 21 e vendita ai minorenni. Secondo l’amministrazione, se nel tempo il divieto fosse stato rispettato, non ci sarebbe stato bisogno di un ulteriore intervento.
Ora la regola cambia: chi non ha la somministrazione dovrà chiudere alle 20, e non più solo interrompere la vendita. In caso di mancato rispetto, il Comune annuncia che scatterà la revoca della licenza.
Le attività escluse dal provvedimento
Restano fuori dall’ordinanza le rivendite di generi di monopolio e le farmacie che dispongono di licenze alimentari o miste. Sono escluse anche le attività artigianali che producono gastronomia pronta oppure che erogano alimenti e bevande tramite distributori automatici.
Tuttavia, per queste ultime viene anticipato alle 20 il divieto di vendita per asporto di bevande alcoliche di qualunque gradazione, come già previsto dal regolamento di polizia urbana.
L’ordinanza non riguarda invece in alcun modo bar, pub, ristoranti, né in generale le attività dotate di somministrazione, che continueranno a lavorare regolarmente anche durante le ore notturne.
La somministrazione: cosa consente e cosa cambia
Il Comune ribadisce che chi ha la somministrazione può tranquillamente restare aperto, anche la notte, purché vengano rispettati i requisiti strutturali e normativi, compresi i servizi igienici obbligatori. Il provvedimento, infatti, non vuole limitare l’attività dei pubblici esercizi ma intervenire su quelle situazioni dove la vendita di alcolici veniva condotta senza controllo e in violazione delle regole comunali.
Gli assessori Megale e Ceccherini spiegano che «a chiudere sono solo le attività di vendita e basta». E l’assessore alla Sicurezza invita Avs, che aveva attaccato la scelta dell’amministrazione ad «approfondire prima di fare politica», ricordando che le norme non sono state costruite contro qualcuno, ma rispetto a violazioni riscontrate nel tempo.
Ceccherini: «Se è fascista il rispetto delle regole, allora chiamatela pure così»
Ceccherini interviene con una posizione molto diretta in risposta alle critiche ricevute. «Se è fascista il rispetto delle regole allora l’ordinanza potete anche definirla così», dice, sottolineando che «esiste un regolamento di polizia urbana che va rispettato e che invece nel tempo è stato disatteso». Precisa poi che, se non fosse stato così, «non ci sarebbe stato bisogno di questa ordinanza».
L’assessore evidenzia anche che alcune attività , in particolare alcuni esercizi etnici già più volte chiusi per irregolarità , dovranno finalmente attenersi alle prescrizioni. Altrimenti, le sanzioni saranno ancora più gravi, fino alla revoca della licenza. «Il primo principio che ci rende tutti uguali sono le regole – dice ancora Megale – e per far parte di una stessa comunità è necessario rispettarle».
Controlli immediati dal 11 dicembre
Il nuovo impianto dell’ordinanza renderà i controlli semplici e immediati per tutte le forze dell’ordine. Nella zona interessata la regola è chiara: se un negozio senza somministrazione è aperto dopo le 20, è automaticamente fuori norma.
Chi ha la somministrazione continuerà invece a lavorare regolarmente. Le chiusure riguardano solo chi non ha la somministrazione. Tutto il resto rimane regolato dalle norme già esistenti.



