Turismo e ambiente, da Orbetello la svolta: strategia unica e ipotesi Comune con l’Argentario | MaremmaOggi Skip to content

Turismo e ambiente, da Orbetello la svolta: strategia unica e ipotesi Comune con l’Argentario

Dal rilancio turistico alla crisi della laguna: confronto tra amministratori ed esperti. L’annuncio di una petizione al Parlamento europeo
La laguna di Orbetello, i relatori al convegno e l'intervento di Arturo Cerulli, sindaco di Monte Argentario
La laguna di Orbetello, i relatori al convegno e l’intervento di Arturo Cerulli, sindaco di Monte Argentario

ORBETELLO. Non solo turismo, ma il futuro di un intero territorio.

Da Orbetello parte una doppia sfida: rilanciare la Costa d’Argento come destinazione turistica moderna e risolvere una volta per tutte il nodo della laguna.

Nel convegno organizzato da Orbetello Bene Comune emergono proposte concrete – dalla cabina di regia unica tra comuni fino all’ipotesi di un Comune unico con Monte Argentario – insieme a una consapevolezza condivisa: senza ambiente e senza visione comune, non c’è sviluppo possibile.

Un confronto che ha superato i confini comunali e ha provato a costruire una visione condivisa tra Orbetello, Monte Argentario, Capalbio e Magliano in Toscana.

Un confronto territoriale che va oltre i singoli comuni

Dopo i saluti della presidente del comitato Orbetello Bene Comune, Paola Velasco, il primo elemento emerso con forza è la necessità di ragionare su scala più ampia.

Paola Velasco
Paola Velasco

Non si può più pensare allo sviluppo turistico come una somma di politiche locali: serve una strategia intercomunale, capace di valorizzare le differenze trasformandole in punti di forza.

In questo senso, il convegno ha rappresentato un raro momento di dialogo tra amministratori, associazioni, imprese e cittadini, con l’obiettivo di costruire un metodo stabile di confronto.

Tra i saluti istituzionali, anche quello del sindaco di Capalbio, Gianni Chelini, che ha sottolineato l’importanza di un lavoro condiviso tra territori per affrontare le sfide del turismo contemporaneo.

Sono intervenute anche le associazioni, presenti Massimo Lombardelli per Confesercenti, Gabriella Orlando per Confcommercio ed Eleonora Angeli, per Federalberghi.

Eleonora Angeli
Eleonora Angeli

Il quadro del turismo: crescita sì, ma con limiti strutturali

Il cuore tecnico del convegno è stato rappresentato dalla relazione di Alessandro Martini, che ha analizzato lo stato del turismo nell’area della Costa d’Argento.

I dati mostrano una ripresa dopo gli anni della pandemia, ma evidenziano criticità profonde: una stagione turistica troppo breve, concentrata in circa 45 giorni, difficoltà per le imprese a sostenere costi e investimenti, carenza di manodopera qualificata e precarietà occupazionale e fuga dei giovani.

A incidere è anche la struttura stessa del turismo locale, con un peso rilevante delle seconde case e dei campeggi, che condizionano le ricadute economiche sul territorio.

La svolta: una destinazione unica e una cabina di regia

La proposta più significativa emersa dalla relazione è quella di costruire una vera destinazione turistica integrata.

Orbetello, Monte Argentario, Capalbio e Magliano vengono descritti come territori complementari, che dovrebbero agire come un unico sistema.

Da qui l’idea di una cabina di regia condivisa – una Dmo (Destination Management Organization) – capace di coordinare promozione e marketing, attrarre fondi europei e regionali, sviluppare prodotti turistici integrati e mettere in rete pubblico e privato.

Un modello già consolidato in altre realtà italiane ed europee, considerato ormai indispensabile per competere.

Dal turismo balneare a quello esperienziale

Un altro punto centrale riguarda il cambio di paradigma.

Il turismo della Costa d’Argento non può più basarsi solo sul mare, che nel bacino del Mediterraneo offrono tutti i Paesi, ma deve diversificare la propria offerta con turismo naturalistico legato alla laguna, percorsi culturali e archeologici, enogastronomia, cicloturismo e attività outdoor e anche eventi, congressi e turismo sportivo.

L’obiettivo è chiaro: allungare la stagione e costruire un’offerta capace di attrarre visitatori durante tutto l’anno.

Fondamentale, in questo percorso, anche il ruolo dei cittadini, che devono diventare parte attiva della destinazione, e degli operatori, chiamati a investire su qualità e formazione.

La laguna: il nodo irrisolto da oltre quarant’anni

Accanto al turismo, il tema ambientale è stato centrale nel dibattito.

La laguna di Orbetello è stata indicata come la risorsa più preziosa ma anche il principale problema del territorio.

Un ecosistema in difficoltà da oltre quarant’anni, la cui gestione è stata definita inefficace, segnata da sovrapposizioni di competenze e mancanza di visione

Un punto condiviso da tutti: non può esistere un turismo di qualità senza una laguna sana.

La proposta di Orbetello Bene Comune: l’Europa per salvare la laguna

Dal convegno è emersa anche una proposta concreta. A parlarne Daniele Lombardelli, una delle anime del comitato.

Orbetello Bene Comune ha annunciato la volontà di presentare una petizione al Parlamento europeo, seguendo il modello del Mar Menor in Spagna.

Daniele Lombardelli
Daniele Lombardelli

L’obiettivo è ottenere risorse economiche, rafforzare le tutele ambientali e superare i limiti della gestione attuale. Visto che il neonato Consorzio, pur portando finalmente un po’ di chiarezza sulle competenze è, al momento, privo di risorse.

Una scelta che punta a portare la questione su un piano sovranazionale, coinvolgendo direttamente l’Unione Europea.

Gli altri interventi: territorio, imprese e visione condivisa

Il convegno ha visto anche il contributo di esperti e operatori, che hanno portato esperienze e proposte concrete.

Tra questi, gli interventi di Rossano Pazzagli e Carmen Bizzarri hanno arricchito il dibattito con una lettura storica e geografica dello sviluppo territoriale, mentre imprenditori e rappresentanti delle categorie hanno evidenziato le criticità quotidiane del settore.

È emersa una richiesta chiara: più coordinamento, meno frammentazione e una visione strategica di lungo periodo. E anche la ricerca di un turismo che sia meno omologato e che sfrutti le specificità di un territorio che, spesso, non riesce a legare la costa al meraviglioso entroterra.

Politica e territorio: il tema del Comune unico

Nel corso del dibattito non è mancato il tema istituzionale.

Tra gli interventi, il sindaco di Monte Argentario Arturo Cerulli ha affrontato anche il tema delle recenti elezioni provinciali, spiegando la scelta di non sostenere alle Provinciali il sindaco di Orbetello Andrea Casamenti, invitato ma assente al convegno.

Nello stesso intervento è stata rilanciata l’ipotesi di un Comune unico tra Orbetello e Monte Argentario, con sede a Orbetello.

Una proposta che si inserisce nel più ampio ragionamento sulla necessità di superare le divisioni amministrative per rafforzare il territorio.

Le conclusioni affidate all’assessore regionale Marras

A chiudere il convegno è stato l’assessore al turismo della Regione Toscana, Leonardo Marras.

Un intervento che ha riportato il confronto su un piano regionale, sottolineando l’importanza di costruire politiche turistiche integrate e sostenibili, in grado di valorizzare le specificità dei territori.

Una sfida aperta per il futuro

Il convegno ha lasciato un messaggio chiaro: il tempo delle analisi è finito, serve passare all’azione.

Turismo, ambiente e governance sono tre elementi strettamente legati, e solo una visione unitaria può garantire sviluppo e qualità della vita.

La Costa d’Argento ha tutte le potenzialità per diventare una destinazione di riferimento, ma la sfida è una sola: fare squadra.

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