ORBETELLO. Il distributore automatico di alimenti e bevande in Corso Italia è al centro di polemiche per schiamazzi notturni e piccoli assembramenti.
I cittadini hanno segnalato rumori molesti e possibili danni a beni pubblici e privati, riaccendendo il tema dell’ordine pubblico nella cittadina lagunare.
Segnalazioni e preoccupazione tra i cittadini
Non è la prima volta che vengono segnalati episodi di questo tipo a Orbetello.
Tra cittadini preoccupati, interventi del Comune e osservazioni legali, il caso solleva interrogativi su diritti dei residenti, obblighi delle autorità e responsabilità degli esercenti.
Negli ultimi anni, infatti, si sono verificati più episodi di vandalismo sul territorio, contribuendo a creare un clima di apprensione tra i cittadini.
Emblematico quanto accaduto ad Albinia pochi giorni fa, con cestini della spazzatura divelti e la presa di posizione dell’assessore Ivan Poccia.
Un quadro che, complessivamente, evidenzia un problema che non può più essere sottovalutato.
La posizione del Comune: controlli e dialogo con il gestore
Il sindaco Andrea Casamenti spiega che l’amministrazione non è rimasta ferma.
Sono stati effettuati controlli, richieste verifiche tecniche ad Arpat e avviato un dialogo con il gestore del distributore.
Tra le misure già adottate rimozione di sedie e tavoli interni, potenziamento delle telecamere di sorveglianza e divieto di vendita di alcolici dopo determinate ore.
Il Comune sta valutando anche eventuali ulteriori provvedimenti legali. Tuttavia, viene sottolineato che ordinanze temporanee potrebbero risolvere solo parzialmente la situazione e rischiare di aprire contenziosi.
Cosa dice la legge
Secondo Luciano Mattarelli, portavoce nazionale dell’Associazione Polizia locale d’Italia, le autorità locali hanno il dovere di intervenire per prevenire disturbi alla quiete pubblica.
Se non intervengono, possono essere ritenute responsabili, soprattutto nel caso in cui venga richiesto un intervento da parte del prefetto.
In particolare, il riferimento è all’articolo 40 del codice penale, secondo cui non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di evitare equivale a cagionarlo.
Bilanciare diritti e regole
«Il caso mostra come sia necessario trovare un equilibrio», spiega Mattarelli, «tra il diritto dei cittadini alla tranquillità e alla sicurezza, la libertà di iniziativa economica e la responsabilità del Comune nel rispettare la legge».
Il sindaco Andrea Casamenti assicura che l’amministrazione continuerà a monitorare la situazione, intervenendo dove necessario ma evitando provvedimenti inutili o giuridicamente contestabili.



