ORBETELLO. La città lagunare si è svegliata più silenziosa. È morta nella giornata di ieri, lunedì 12 gennaio, Rosanna Romanelli Goracci, venuta a mancare all’età di 80 anni. I funerali si svolgeranno oggi, martedì 13 gennaio, alle 15 nel Duomo di Orbetello.
La notizia della sua scomparsa ha attraversato le vie del paese con passo lieve, portando con sé un senso di vuoto difficile da colmare.
Con Rosanna Romanelli Goracci la comunità perde una presenza discreta ma profonda, una di quelle persone che non cercano il centro della scena eppure lasciano un segno indelebile.
Una vita fatta di legami, non di clamore
Rosanna ha attraversato il tempo con la grazia di chi conosce il valore delle cose semplici: la famiglia, le relazioni autentiche, la quotidianità vissuta con dignità. Parlava più con i gesti che con le parole, capace di donare presenza, ascolto e affetto senza mai chiedere nulla in cambio.
Faceva parte della Croce rossa lagunare di Orbetello ed è stata per tanti anni “patronessa”, come vengono chiamate le donne del comitato di Orbetello.
Lascia il marito Lamberto, noto odontoiatra della Costa d’Argento, il figlio Stefano e le figlie Cecilia e Lucia, quest’ultima nota giornalista e inviata di guerra per la Rai.
Ottant’anni di vita non sono solo un numero: sono stagioni, volti, sacrifici e sorrisi custoditi nella memoria di chi le ha voluto bene.
Il dolore composto di una comunità
In queste ore ORBETELLO si stringe attorno ai familiari, condividendo un dolore che è insieme privato e collettivo. Perché quando se ne va una persona come Rosanna, non è solo una famiglia a piangere, ma un intero tessuto umano che si scopre più fragile.
Tra i tanti messaggi di cordoglio, quello della Croce rossa italiana – comitato Costa d’Argento:
«Siamo vicini alle famiglie per la scomparsa della signora Rosanna Romanelli Goracci. È stata per tantissimi anni patronessa della Croce rossa italiana di Orbetello. Sentite condoglianze ai congiunti».
Commovente anche il messaggio del figlio: «Ho visto la luce di lunedì 12. Di lunedì 12 quella luce si è spenta – scrive – Sarà l’inverno più lungo, freddo e buio della mia vita. Arrivederci luce nostra».



