Omicidio Coli, l’avvocato di Innocenti: «Il diritto alla prova è una battaglia di civiltà» | MaremmaOggi Skip to content

Omicidio Coli, l’avvocato di Innocenti: «Il diritto alla prova è una battaglia di civiltà»

Il legale commenta la requisitoria della procura generale e rilancia la richiesta di nuove prove: «Non esistono limiti al diritto alla prova in ogni stato e grado»
La Corte di Cassazione e, nel riquadro, Ausonio Coli e Alessandro Innocenti

GROSSETO. «Ho piena fiducia nei giudici della Cassazione. La vicenda Innocenti è innanzitutto una battaglia di civiltà giuridica: il diritto alla prova è l’estrinsecazione concreta del diritto di difesa».

Sono parole nette quelle dell’avvocato Stefano Giorgio, difensore di Francesco Innocenti, che commenta la requisitoria della procura generale e il “no” alla richiesta di nuovi accertamenti nel processo per l’omicidio Coli.

Una presa di posizione che riapre il dibattito non solo sul singolo caso giudiziario, ma anche su un principio fondamentale dell’ordinamento: il diritto dell’imputato a chiedere e ottenere prove che possano dimostrare la propria innocenza.

«Non esistono limiti al diritto alla prova»

Secondo il legale, la richiesta di Innocenti non è solo legittima, ma necessaria. «Innocenti chiede di svolgere due prove che consentirebbero di estirpare l’errore giudiziario – dice l’avvocato Giorgio – E il Legislatore non ha previsto alcun limite al diritto alla prova, in ogni stato e grado e non si  comprenderebbe perché negarle».

Per l’avvocato, il punto centrale non è quindi soltanto la posizione dell’imputato, ma il valore generale del principio giuridico: «Negare queste prove significherebbe mettere in discussione il cuore stesso del diritto di difesa».

«Nascondere l’errore giudiziario sotto al tappeto»

L’affondo finale dell’avvocato Giorgio è diretto e senza sconti: «A meno che non si voglia nascondere l’errore giudiziario come la polvere sotto al tappeto».

Un’immagine forte, che sintetizza il senso della battaglia legale in corso: non solo la difesa di un imputato, ma la richiesta di fare piena luce su un procedimento che, secondo la difesa, potrebbe essere segnato da un errore giudiziario.

Ora la parola passa alla Cassazione, chiamata a decidere se accogliere o meno la richiesta di nuove prove. Una decisione che potrebbe avere effetti importanti per il destino di Innocenti, condannato all’ergastolo per l’omicidio del commercialista. 

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati

© 2021 PARMEDIA SRL – Via Cesare Battisti 85, 58100 – Grosseto – P.I.V.A. 01697040531
Tutti i diritti riservati.