PIOMBINO. Due piani di volo diversi: uno, quello della Turkish airlines che dovrebbe partire nella notte del 3 marzo da Muscat per arrivare a Roma, l’altro via Addis Abeba. L’odissea del rientro in Italia di Franco Pizzi, l’ex dirigente d’azienda piombinese rimasto bloccato in Oman, non è ancora finita.
Dopo l’annullamento del volo del primo marzo, lunedì 2 Pizzi è tornato al banco della Turkish Airlines riuscendo a ottenere una nuova ricollocazione.
Riprenotato sul volo Turkish: ma resta l’incognita
«Oggi sono tornato alla Turkish e ci hanno ricollocato sul volo di domani notte – spiega – in pratica lo stesso tragitto di quello annullato del primo di marzo ma ovviamente non è detto che parta».
La situazione resta infatti incerta. Solo nelle prossime ore si saprà se il collegamento verrà confermato: il volo previsto per oggi, ad esempio, è stato nuovamente cancellato.
Un clima di attesa e prudenza, dunque, per chi spera di rientrare in Italia dopo giorni complicati e segnati dall’incertezza.
Il piano B: volo Ethiopian da Muscat a Roma via Addis Abeba
«Questa, in fin dei conti, era l’opzione a cui avevo pensato subito e mi sembra pure strano aver trovato posto e che nessuno (o pochi) ci abbia pensato, visto il caos che c’è», dice.
Prima di acquistare il biglietto, Pizzi ha verificato con attenzione sia le partenze da Muscat sia il tracciamento radar dei voli degli ultimi giorni, ricevendo conferma che Ethiopian continua a operare regolarmente verso Addis Abeba, sorvolando una rotta che passa sotto la penisola arabica.
Un’alternativa più lunga – con ben 17 ore di attesa per la coincidenza in Etiopia – ma al momento considerata più affidabile.
«Un biglietto costato una sassata»
Il nuovo biglietto non è stato economico. «Mi è costato una sassata ma, se riesco a portare a casa la pellaccia glieli lascio pure volentieri», spiega con ironia.
L’idea resta comunque quella di tentare il rimborso nel caso in cui il volo Turkish dovesse partire regolarmente. In alternativa, il piano Ethiopian rappresenta una concreta possibilità di rientro.
Nessun aiuto da ambasciata o istituzioni
Pizzi sottolinea anche un altro aspetto della vicenda. Quello che in fin dei conti sta rendendo questa situazione al limite del tollerabile. «Nessuna intenzione polemica ma da agenzia di viaggio, ambasciata o “istituzioni” italiane nessun aiuto – dice – Per carità, capisco il caos che c’è ma, come ho già scritto, in questi casi bisogna arrangiarsi anche da soli, se si può farlo».
Un’amara constatazione che però non si trasforma in accusa, quanto piuttosto in un invito alla prudenza per chi viaggia in periodi di forte instabilità.
La partita resta aperta. «Vediamo che succede stanotte», conclude. Con la consapevolezza che, fino all’atterraggio in Italia, l’imprevisto può sempre essere dietro l’angolo.