PIOMBINO. La siderurgia torna protagonista a Piombino con un progetto di portata nazionale: la realizzazione di una nuova acciaieria industriale sull’area ex Lucchini, promossa dalla joint venture Metinvest Adria.
Dopo anni di annunci, vertenze e impasse, tra il 2025 e l’inizio del 2026 il piano ha segnato passi amministrativi decisivi, ma permangono domande su tempi reali, sostenibilità, occupazione e uso di risorse pubbliche.
In questo approfondimento ricostruiamo cosa prevede il progetto, quali sono stati i passaggi istituzionali e industriali fin qui compiuti, e quali criticità restano aperte.
Che cos’è il progetto Metinvest Adria a Piombino
La società Metinvest Adria è una joint venture tra Metinvest B.V. (gruppo siderurgico con partecipazioni industriali di matrice ucraina) e Danieli & C. (industria italiana di tecnologie per impianti siderurgici). Il progetto è quello di costruire una nuova acciaieria “green-oriented”, basata su forni ad arco elettrico collegati a processi moderni di produzione di acciaio, senza l’uso di altoforni tradizionali.
A differenza delle acciaierie classiche, infatti, il ciclo elettrico utilizza principalmente rottami e ferro preridotto (DRI) come materie prime, con potenziale riduzione delle emissioni e maggiore efficienza in chiave moderna.
Numeri chiave dichiarati dal progetto
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Capacità di produzione annua: 2,7 milioni di tonnellate di acciaio;
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Investimento complessivo iniziale stimato: tra 2,5 e 3,2 miliardi di euro (a seconda delle fasi e del perimetro dei costi);
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Incentivi pubblici potenziali: fino a 323 milioni riconosciuti dal Governo;
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Occupazione diretta stimata: circa 800 lavoratori; con altri 300 indiretti e un indotto più ampio.
Perché il progetto è definito “strategico” dal governo
Nel novembre 2025 il Consiglio dei ministri ha dichiarato il progetto di Metinvest Adria di “preminente interesse strategico nazionale”, accelerando iter autorizzativi e prevedendo la nomina di un commissario straordinario per coordinare le procedure.
Questa dichiarazione, oltre ad aprire la strada a incentivi pubblici, punta a ridurre i tempi di conferenze, pareri e autorizzazioni; assicurare uno snodo istituzionale stabile tra Stato, Regione, enti locali e società e sostituire in parte i meccanismi ordinari (che spesso allungano i tempi) con un percorso più diretto e vincolante.
Il riconoscimento strategico è considerato cruciale per sbloccare i passaggi ancora in sospeso, ma non elimina le verifiche tecniche e ambientali richieste per legge.
Dove sorgerà e come sarà l’acciaieria
L’area individuata per il nuovo impianto è l’ex stabilimento Lucchini, nel polo industriale di Piombino, ma spostato dietro alle pale eoliche. Si tratta di un sito con una lunga storia siderurgica e di trasformazione, oggi in parte dismesso, ma con infrastrutture e collegamenti logistici già esistenti.
Caratteristiche previste
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Ciclo produttivo basato su forni elettrici ad arco;
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Ampio uso di rottami ferrosi e DRI (ferro preridotto);
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Linee di colata e laminazione integrate;
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Tecnologie orientate alla riduzione delle emissioni e all’efficienza energetica.
Il piano intende anche collegarsi all’indotto logistico e portuale locale, con prospettive di occupazione non solo diretta, ma anche nei settori collegati.
Gli investimenti: tra 2,5 e 3,2 miliardi
Perché ci sono numeri diversi?
Nel dibattito pubblico e nei documenti ufficiali compaiono due principali stime di costo:
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Circa 2,5 miliardi: cifra indicata nella fase dell’accordo di programma firmato a luglio 2025, che include l’investimento industriale diretto;
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Fino a 3,2 miliardi: somma totale legata alla dichiarazione di interesse strategico nazionale, comprensiva di opere accessorie, servizi, infrastrutture, adeguamenti e possibili costi aggiuntivi legati a iter burocratici e di mercato.
In pratica, la “forchetta” riflette due fasi e due perimetri di costo: quello industriale diretto e quello complessivo, includendo anche componenti accessorie e servizi.
Occupazione: cosa cambia per i lavoratori
Uno dei temi più sensibili riguarda il lavoro e le prospettive occupazionali.
La dichiarazione di strategicità parla di circa 800 posti di lavoro diretti e almeno 300 indiretti e grande attenzione è rivolta ai 785 lavoratori oggi in cassa integrazione legata alla ex acciaieria JSW Steel Italy Piombino.
A luglio 2025 è stato firmato un accordo quadro al ministero delle imprese e del made in Italy che disciplina il passaggio delle tutele per questi lavoratori; le condizioni di transizione e formazione e gli impegni delle parti sociali per favorire l’assorbimento, anche graduale.
Questo nodo resta centrale nel dialogo con sindacati e istituzioni locali.
A che punto è davvero il progetto (fine 2025 / inizio 2026)
Nonostante i passi istituzionali compiuti, il progetto non è ancora “in corso di costruzione”: alcune condizioni devono ancora essere chiuse prima di veder partire i cantieri:
1. Chiusura della struttura finanziaria
Prima di tutto serve definire il pool di banche e le garanzie finanziarie che sosterranno l’investimento. Senza questo passaggio i piani industriali non si possono tradurre in attività reali.
2. Autorizzazioni e permessi
Le autorizzazioni ambientali, urbanistiche e tecniche devono essere completate e coordinate, anche attraverso la figura del commissario straordinario nominato dal governo.
3. Attività preliminari
Solo dopo la chiusura delle fasi tecniche e burocratiche potranno partire le opere preparatorie sul sito (come demolizione di strutture obsolete, bonifiche specifiche e predisposizione delle aree).
Perché il progetto divide: opportunità e criticità
Opportunità
- Rafforzare la capacità siderurgica nazionale con tecnologie più moderne;
- Ridurre impatto ambientale grazie a forni elettrici e materie prime secondarie;
- Generare occupazione diretta e indiretta in un’area industriale con grande tradizione;
- Collegare produzione, logistica portuale e industria manifatturiera.
Criticità e domande aperte
- Tempi reali di avvio: le scadenze ufficiali indicano lavori entro il 2026 e produzione entro il 2029, ma molto dipenderà dalla fluidità delle procedure;
- Uso di risorse pubbliche: l’ammontare e la destinazione degli incentivi saranno monitorati da istituzioni e parti sociali;
- Concorrenza interna ed esterna: l’Italia siderurgica è competitiva ma frammentata, e il progetto deve inserirsi in un quadro di mercato reale;
- Ambiente e sostenibilità: l’impatto complessivo (emissioni, consumi energetici, corrente elettrica) resta un tema dibattuto.
Timeline sintetica del progetto
| Anno | Evento |
|---|---|
| Luglio 2025 | Firma dell’accordo di programma per il rilancio del polo siderurgico |
| Novembre 2025 | Dichiarazione di interesse strategico nazionale e incentivi fino a 323 milioni |
| 2026 (atteso) | Nomina del commissario straordinario e completamento degli iter autorizzativi |
| Estate 2026 (obiettivo) | Avvio delle opere preliminari sul sito |
| 2029 (obiettivo) | Pieno avvio produttivo della nuova acciaieria |
Una sfida industriale
La nuova acciaieria Metinvest Adria a Piombino rappresenta una delle sfide industriali più importanti degli ultimi anni per la siderurgia italiana. Le premesse tecnologiche e occupazionali sono solide, il riconoscimento strategico nazionale è un passo significativo, ma il percorso resta lungo e costellato di passaggi chiave.
Tra finanza, autorizzazioni, tutele per i lavoratori, incentivi pubblici e sostenibilità ambientale, i prossimi mesi saranno decisivi per capire se il progetto riuscirà davvero a trasformarsi da annuncio politico a fabbrica in attività.