MASSA MARITTIMA. Ci sono racconti che nutrono, che aiutano a capire chi siamo e a costruire relazioni più sane. Da questa idea prende forma “Le storie ci fanno”, il nuovo percorso educativo e culturale in memoria di Mariella Gennai, promosso dal Comune di Massa Marittima insieme alla commissione comunale per le pari opportunità.
Il progetto coinvolgerà oltre 300 studenti delle scuole medie e superiori di Massa Marittima, Montieri e Monterotondo Marittimo attraverso una serie di laboratori guidati che prenderanno il via nel mese di febbraio.
«Con “Le storie ci fanno” abbiamo voluto rafforzare il patto con la scuola investendo sulle nuove generazioni – dichiara Ambra Fontani, presidente della Commissione comunale per le pari opportunità – lavoreremo sull’alfabetizzazione narrativa per coltivare la capacità di esprimere idee e sentimenti e costruire una comunità scolastica più consapevole e dialogica. Le storie incidono profondamente sul modo in cui formiamo identità e relazioni. Dare strumenti significa aiutare i giovani a essere più liberi. È il modo migliore per ricordare l’impegno umano, culturale e politico di Mariella Gennai».
Come funzionano le narrazioni
L’obiettivo è fornire strumenti critici per orientarsi nel flusso continuo di contenuti che arrivano da libri, social, film, videogiochi ma anche dalle esperienze quotidiane. Capire come agiscono le storie dentro di noi, come influenzano emozioni, pensieri e comportamenti, diventa così un passaggio fondamentale di crescita.
Attraverso attività pratiche, riflessioni e letture condivise, ragazze e ragazzi saranno accompagnati in un percorso che punta a trasformare il racconto in strumento di consapevolezza e relazione.
Il progetto, finanziato dal consiglio regionale della Toscana, nasce dalla volontà della commissione pari opportunità e dell’amministrazione comunale e, in via sperimentale per il biennio 2026-2027, sostituisce il Premio letterario Mariella Gennai, istituito nel 2004. Il premio letterario è stato dedicato a Gennai proprio per questo: tenere viva una memoria che unisce impegno civile, sensibilità culturale e lavoro dentro la comunità.
L’ideazione è dell’autore e regista Massimiliano Gracili e prevede 8 ore di laboratori per ogni classe, per un totale di circa 70 ore di incontri. La realizzazione delle attività è affidata alla Cooperativa Arcobaleno, che seguirà anche il coordinamento con le scuole, l’evento finale, la creazione di un archivio digitale delle storie e un video documentario sull’esperienza.
Soddisfatte anche le istituzioni
Parlare di emozioni è importante negli adolescenti e si tratta di comprendere come funziona all’interno l’essere umano. «È una scelta politica e culturale precisa: investire nell’educazione come prevenzione e benessere – dice Grazia Gucci, assessora alle pari opportunità – Il progetto parla di pari opportunità in modo concreto, lavorando su linguaggio, immaginario e rispetto di sé e degli altri, guardando al futuro e mantenendo viva la memoria».
«Non diciamo quali storie siano giuste o sbagliate – aggiunge Gracili – ma mostriamo come funzionano dentro di noi. Quando i ragazzi lo comprendono diventano più consapevoli e meno vulnerabili. È un invito a prendersi cura di sé e degli altri attraverso ciò che scegliamo di ascoltare, leggere e condividere».
Durante e dopo i laboratori verrà avviata una raccolta anonima di libri, film, canzoni, podcast, videogiochi, articoli, fumetti, spettacoli e racconti personali ritenuti significativi. L’anonimato servirà a evitare pregiudizi: ogni proposta sarà pensata come un dono al gruppo e alla comunità.
Le segnalazioni verranno condivise in classe e pubblicate sul sito dedicato al progetto, mentre al termine del percorso è prevista anche una giornata conclusiva di restituzione dell’esperienza.



