PORTO ERCOLE. Se fosse stato un romanzo sarebbe stato uno di quelli d’amore, struggente. Di quelli che iniziano con una coincidenza – lo stesso giorno di nascita, il 28 febbraio – e finiscono con una promessa mantenuta fino all’ultimo respiro. Anzi, oltre.
Una storia che il lettore sfoglia con un nodo in gola, pensando che certe cose nella vita non accadano davvero. E invece è accaduto. A Porto Ercole. A Raffaello “Lello” De Angelis e Dina Fratoni.
Dopo 65 anni di matrimonio, hanno deciso di continuare il loro cammino in un’altra dimensione. Ma sempre insieme. Sempre mano nella mano.
Lo stesso giorno, lo stesso destino
Entrambi nati il 28 febbraio, a pochi anni di distanza. Come se il calendario avesse inciso fin dall’inizio una traiettoria comune. Si sono incontrati, scelti e non si sono più lasciati.
Quando la mattina del 6 febbraio Lello è morto, Dina non ha retto. E solo tre giorni dopo, il 9 febbraio, lo ha seguito in quell’abbraccio eterno e indissolubile.
Nel piccolo mondo affacciato sul mare dell’Argentario hanno costruito una vita intera: casa, affetti, ricordi. Una quotidianità fatta di gesti ripetuti, parole sussurrate, silenzi condivisi. Le cose semplici che diventano fondamenta.
Sessantacinque anni insieme
Sessantacinque anni di matrimonio non sono solo tempo: sono resistenza, dedizione, pazienza. Sono mani che si cercano nel buio, abitudini che diventano carezze, sguardi che bastano a dire tutto.
Chi li conosceva li descriveva inseparabili. Non per apparenza, ma per sostanza. Erano diventati parte del tessuto del paese, una presenza rassicurante, un esempio silenzioso di fedeltà. Un amore lungo una vita.
Tre giorni soltanto
Poi il distacco. Lello è morto il 6 febbraio. Dina lo ha seguito il 9 febbraio. Meno di tre giorni dopo. Come se l’assenza fosse stata troppo grande. Come se quel filo invisibile che li teneva uniti da più di mezzo secolo non potesse restare spezzato.
Non c’è stato tempo per imparare la solitudine, per abituarsi a un letto con un lato vuoto. Si sono rincorsi anche nell’ultimo tratto.
Lello e Dina, conosciuti e amati da tutti
Lello era conosciuto per essere stato per anni autista della Rama, oggi in pensione. Aveva vissuto con passione anche l’impegno politico all’Argentario nelle file del Partito Socialista Italiano, nel periodo in cui sindaca era Susanna Agnelli. Non era tipo da passare inosservato: metteva passione e amore in tutto ciò che faceva.
È entrato per anni nella vita sociale, politica e culturale del comune di Monte Argentario, tanto da essere citato nel libro di Susanna Agnelli “Addio addio mio ultimo amore” come quel simpatico autista della Rama.
Accanto a lui Dina, una donna sempre presente, che ha portato avanti la famiglia crescendo i figli Massimo e Pietro, lavorando anche alla Asl di Orbetello. Ed è stato proprio il figlio Massimo a pubblicare la foto degli amati genitori che se ne vanno via insieme, mano nella mano. «Cari genitori continuate a camminare insieme ed ovunque andrete sarete sempre nel mio cuore», scrive.
Un addio che non divide
Porto Ercole li piange insieme, come insieme li ha sempre conosciuti. Nati lo stesso giorno. Uniti per 65 anni. Separati solo da tre giorni.
Se fosse stato un romanzo, qualcuno avrebbe detto che è un finale costruito ad arte, troppo perfetto per essere vero. Ma la vita, a volte, sa essere più struggente della letteratura.



